Latte materno e inquinamento: quali pericoli?

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Il latte materno è, senza alcun dubbio, un alimento insostituibile per i neonati, ma oltre alle sostanze nutritive esso può contenere inquinanti di varia provenienza. Particolare attenzione deve essere oggi dedicata a quei composti chimici poco degradabili come i policlorobifenili (PCBs) o le diossine (PCDD/Fs), che si accumulano anche nell’organismo e per i quali si riconosce un effetto tossico nei confronti dell’uomo.

di Maria M. Ulaszewska, Ettore Capri, Ettore Zuccato*

Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza * Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano

 

 

I processi di bio-accumulo sono dovuti al trasferimento dei contaminanti chimici dall’ambiente fino al corpo umano e l’esposizione individuale avviene soprattutto attraverso il cibo ingerito e l’aria respirata, mentre il contatto cutaneo è la causa in rari casi di origine professionale. Una volta entrati nell’organismo, questi composti si accumulano nei tessuti con alto contenuto di grasso, come il latte materno che è un deposito preferenziale. I pediatri devono essere consapevoli di tutto questo, ma devono anche rassicurare le madri da notizie a volte allarmistiche, in quanto, i livelli di tali sostanze sono molto bassi.

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