Immagini a misura di bambino

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Paolo Tomà

Cum grano salis è una locuzione latina che ben si attaglia alle circostanze che valorizzano la diagnostica per immagini in pediatria, una disciplina che si avvale di tecnologie sempre più raffinate e della competenza di personale abile e iperspecializzato. Gli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti sono noti, ed è quindi corretto limitare gli esami allo stretto necessario, però è altrettanto importante non scatenare paure ingiustificate nei genitori offrendo loro un’informazione corretta sui rischi e sui benefici. Negli ultimi anni è cresciuta anche l’importanza della radiologia interventistica, come spiega Paolo Tomà, direttore del Dipartimento di diagnostica per immagini dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Qual è stata l’innovazione principale degli ultimi anni nell’ambito della diagnostica per immagini?

Anche in pediatria, l’introduzione in radiologia della tecnologia digitale è stata una vera e propria rivoluzione. Oltre a permettere l’archiviazione su CD-rom dei dati, la digitalizzazione ha determinato un sostanziale miglioramento nella flessibilità delle immagini − per capirci basti il confronto tra gli apparecchi fotografici attuali e quelli vecchi − che ora possono essere elaborate da software molto sofisticati, comparate a livello elettronico e condivise con i colleghi che seguono lo stesso caso clinico o per un secondo parere.

Così come per l’adulto, inoltre, la radiologia interventistica ha raggiunto livelli di eccellenza in diversi ambiti, dal trattamento delle malformazioni vascolari a quello delle neoplasie. La miniaturizzazione dei dispositivi e l’incremento della qualità delle immagini ci permettono di studiare nel dettaglio lesioni anche minime e di curarle sotto controllo radiologico o ecografico applicando la tecnica appropriata, per esempio l’embolizzazione o la radiofrequenza per i tumori ossei.

Esiste una radiologia a misura di bambino? A livello pratico cosa cambia nelle procedure?

L’esecuzione di indagini strumentali su un bambino è più lenta perché occorre dedicare tempo al paziente, conquistare la sua fiducia, agire con calma così da scongiurare la necessità di dover ripetere la procedura. La sedazione farmacologica è necessaria quasi esclusivamente per i bambini non collaborativi per l’esecuzione della risonanza magnetica, l’esame di elezione per lo studio del sistema nervoso centrale con fantastiche novità in tema di epilessia e analisi spettroscopica dei metaboliti. Altrimenti si cerca di evitarla. Proprio in virtù delle peculiari caratteristiche di raffinatezza della risonanza magnetica ho deciso, tra le prime iniziative dopo il mio arrivo, di istituire un’unità di neuroradiologia pediatrica.

Il sistema nervoso centrale del bambino è in continua maturazione e presenta caratteristiche differenti rispetto a quello dell’adulto. È necessario quindi garantire in reparto la presenza di personale iperspecializzato in grado di valutare anatomia e funzione cerebrali e di applicare le tecniche di neuronavigazione. Il radiologo pediatra ha per esempio il compito di identificare in maniera molto precisa con la risonanza magnetica i focus epilettogeni sui quali il chirurgo andrà a operare in modo selettivo o gli esiti di una sofferenza perinatale.

Nell’ambito delle malformazioni che livello ha raggiunto la diagnosi con gli strumenti di imaging?

Molto approfondito anche se, a livello culturale e organizzativo, noto una mancanza di continuità tra screening neonatale e post natale dovuta principalmente a una esigua comunicazione tra il ginecologo che esegue le ecografie durante la gravidanza e l’area neonatologica in senso lato. Non metto in discussione la professionalità di entrambi, tuttavia capita che le due esperienze non viaggino in parallelo, determinando una sorta di discrepanza tra un eccesso di screening prima, con il rischio di riscontrare falsi positivi, e dopo la nascita.

Entrando nello specifico, in base alla mia esperienza, è bene non enfatizzare il minimo segno di variabilità a carico delle vie genito-urinarie che nella maggior parte dei casi non rappresentano una malattia. Molto importante invece è il riscontro precoce di eventuali malformazioni congenite complesse come quelle cardiache su cui è possibile intervenire precocemente. Esiste anche la possibilità di impiegare la risonanza magnetica fetale per lo studio, soprattutto del cervello, senza effetti nocivi per la madre e il nascituro.

di Marvi Tonus

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