Malattie infiammatorie croniche: management in pediatria di famiglia

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Le raccomandazioni della North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition sulla presa in carico e la gestione, da parte del pediatra di famiglia, dei bambini e ragazzi affetti da malattie intestinali croniche (MICI) è illustrata in un ampio articolo che si configura come un utile strumento di lavoro per ogni pediatra.

La frequenza di queste malattie nei minori è raddoppiata negli ultimi 20 anni, tanto che fino al 25% dei pazienti è diagnosticato prima dei 20 anni. La gestione delle MICI è infatti complessa, in quanto le manifestazioni cliniche si esprimono a livello gastrointestinale (dolore addominale, diarrea ed ematochezia), cutaneo (eritema nodoso, pioderma gangrenoso), oculare (uveite, episclerite) e muscolo-scheletrico (artralgie, spondiloartropatie, osteopenia, osteoporosi).

Nel 25 % dei casi infatti sono inoltre presenti depressione, ansia, isolamento sociale, alterazione della propria immagine corporea, difficoltà scolastiche. Dei quattro scenari possibili in cui un pediatra di famiglia può trovarsi, cioè paziente stabile in terapia con aminosalicilati, o in remissione in terapia con terapia immunosoppressiva, o con un possibile evento intercorrente o in terapia immunosoppressiva con infezione primaria da EBV (e concomitante rischio di sviluppo di un linfoma), sono riportati la frequenza dei controlli clinici, gli esami bioumorali, la problematica dei vaccini e le possibili complicanze cliniche e psicologiche.

Rufo PA, et al. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2012; 55: 93-108

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