Melanoma, raro ma in aumento negli adolescenti

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L’incidenza del melanoma in età pediatrica e l’associazione di questa neoplasia con l’esposizione ai raggi UV sono stati analizzati in uno studio condotto negli Stati Uniti dal 1973 al 2009. Sebbene si sia confermato che questo tumore sia molto raro in età pediatrica, gli autori dello studio hanno posto in evidenza un trend di aumento del 2% per anno. L’incidenza aumenta esponenzialmente con l’età (0-9 anni: 1,1×106; 10-14 anni: 3,6×106; 15-19 anni: 18×106), è maggiore nelle ragazze, e correla con l’esposizione ai raggi UV-B. Tra i ragazzi, il melanoma si presenta più frequentemente sul viso e a livello del tronco, nelle femmine, invece, sulla pelle degli arti inferiori e dei fianchi. Tra le possibili cause, oltre all’aumento dell’esposizione ai raggi UV naturali e artificiali, vi può essere anche una migliore accuratezza diagnostica. La sopravvivenza a 5 anni è del 100% nei casi di melanoma localizzato (National Cancer Institute 2012), per cui è indispensabile un diagnosi precoce.

Oltre a controllare periodicamente i nevi dei suoi assistiti, il pediatra dovrebbe quindi ricordare di effettuare, in occasione dei bilanci di salute, un’opera di educazione, per le famiglie e gli adolescenti, sui rischi di un’eccessiva esposizione ai raggi UV-B, rimarcando anche l’importanza del regolare uso dei filtri solari, visto che l’esposizione al sole in età pediatrica risulta 3 volte maggiore rispetto all’età adulta.

Wong R.J. et al. Pediatrics 12013; 31: 846-854

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