Paracetamolo in gravidanza, la cautela è d’obbligo

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355121RKTCMYK75_ridIl paracetamolo, finora considerato un farmaco prescrivibile anche in gravidanza senza rischi per la mamma e il nascituro, potrebbe non essere così innocuo. Uno studio pubblicato su Jama Pediatrics mette in guardia sulla possibilità che l’assunzione durante la gestazione sia legata a un aumento del rischio per il bambino di sviluppare disturbi dell’attenzione e iperattività. Alcune ricerche recenti avevano già suggerito un effetto negativo del paracetamolo, utilizzato universalmente dalle future mamme come antipiretico e per il trattamento del dolore, sullo sviluppo neurocognitivo del feto. Partendo da questa osservazione un gruppo di studiosi, coordinati dall’Università di Aarhus in Danimarca e in collaborazione con l’Università della California negli Stati Uniti, ha preso l’iniziativa di analizzare lo stato di salute di 64.322 bambini di 7 anni nati nel Paese della Sirenetta tra il 1996 e 2002, tramite questionari ai genitori, integrando le informazioni con quelle contenute nell’albo delle diagnosi di ADHD e con le prescrizioni di farmaci per questo disturbo. Benché sia ancora prematuro stabilire una relazione di causa-effetto certa, dall’indagine danese è emerso che la probabilità di diagnosi di deficit di attenzione, tali da richiedere una cura farmacologica, nei figli di donne che hanno assunto paracetamolo nel corso di più di un trimestre di gestazione sono più alte rispetto alla media dei bambini. Nell’editoriale che accompagna la pubblicazione dello studio, si esorta a raccogliere ulteriori dati prima di trarre una conclusione prematura sulla sicurezza del paracetamolo in gravidanza. Il farmaco andrebbe comunque assunto solo se strettamente necessario.

Liew Z, Ritz B, Rebordosa C, et al. JAMA Pediatr 2014; February 24

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