Nell’autismo non è mai troppo presto

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Kind versteckt sich hinter SpielzeugautosUna delle novità più interessanti nell’ambito dello studio dei trattamenti dedicati ai Disturbi dello spettro autistico (Dsa) è la scoperta che il cervello dei bambini, se opportunamente stimolato, può riprendere una traiettoria di neurosviluppo che la riavvicina a quella osservata nei bambini sani. La parola chiave è tempestività perché il margine di azione dell’intervento riabilitativo, capace di modificare l’attività cerebrale, è ridotto. In questo senso è molto utile che i pediatri si approprino dei risultati di uno studio clinico randomizzato e controllato, pubblicato su Pediatrics qualche anno fa, ma dalle ricadute molto attuali. È notizia recente, infatti, l’indicazione di anticipare il test di diagnosi di autismo a 18 mesi di età e non più a 36 con l’auspicio che lo screening diventi obbligatorio in occasione dei bilanci di salute (vedi in proposito l’inchiesta pubblicata su Il Pediatra 3/2014).

Cuore dell’articolo è l’Early Start Denver Model (ESDM), un programma di intervento intensivo precoce, dedicato in maniera specifica ai bambini in età prescolare con autismo introdotto negli Stati Uniti dal gruppo di Sally Rogers e Geraldine Dawson, dell’UC Davis MIND Institute in California. L’obiettivo del metodo è promuovere, su basi scientifiche verificate a livello sperimentale, lo sviluppo delle abilità sociali, comunicative e di apprendimento già a partire dai 24 mesi di età dei bambini con autismo, con il coinvolgimento essenziale dei genitori. Il Modello Denver è un metodo d’intervento eterogeneo molto intensivo, formulato in 20 ore settimanali per due anni, che coinvolge sia gli operatori sanitari sia i familiari a casa basato sulla relazione reciproca, la comunicazione e l’imitazione. Comprende attività individualizzate per aumentare la motivazione del bambino a entrare in relazione con gli altri e un allenamento a riconoscere i visi delle persone intorno a lui come il papà, la mamma, i fratelli, il terapeuta o l’insegnante.

Sottoposto a verifica si è scoperto che, potenziando le capacità imitative e sociali, l’Early Start Denver Model ha migliorato il linguaggio, il quoziente intellettivo, il comportamento adattivo, le competenze sociali e nel complesso la qualità di vita dei bambini con autismo coinvolti nello studio. Ma l’aspetto più sorprendente è stata la comparsa di modifiche nel tracciato dell’elettroencefalogramma indirizzate, sostengono gli autori, verso la normalizzazione, un chiaro incentivo a non perdere tempo.

Dawson G, et. al. Pediatrics 2010; 125: e17

 

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