Il Garante a difesa dei bambini maltrattati

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Vincenzo Spatafora, presidente dell'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
Vincenzo Spatafora, presidente dell'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

Dal 2011 in Italia è stata istituita l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, presieduta da Vincenzo Spadafora. Uno dei temi su cui Spadafora richiama l’attenzione è quello dei minorenni che subiscono maltrattamenti: «Non c’è al momento in Italia una raccolta dati sistematica che permetta di conoscere effettivamente quanti sono i minorenni maltrattati. Una stima fatta con un progetto pilota dello scorso anno rileva che circa l’1 per cento dei bambini subisce una forma di maltrattamento. Quello familiare e amicale è l’ambito nel quale la maggior parte dei maltrattamenti, compresi gli abusi sessuali, ha luogo. Come Autorità stiamo promuovendo un progetto di raccolta dati che speriamo possa costituire il primo passo verso una raccolta sistematica delle informazioni, promosso dal CISMAI e da Terre des hommes, in collaborazione con ANCI e ISTAT. In molti Paesi, e l’Italia non fa eccezione, c’è un sommerso enorme, dovuto alla reticenza che spesso esiste alla denuncia del fenomeno oppure alla tendenza all’interno delle famiglie a sottovalutare il problema. L’altra difficoltà è la rilevazione precoce del fenomeno, così come la sua prevenzione. Su questi ultimi il ruolo del pediatra è assolutamente fondamentale: assieme agli insegnanti, è il soggetto più vicino e che ha rapporti più profondi con il bambino e con i componenti del nucleo familiare. Se adeguatamente formato può rilevare precocemente i disagi del bambino e, riconoscendone le cause, può mettere in campo una serie di azioni per tutelarlo, eventualmente anche con il supporto di altre istituzioni di protezione. Pensiamo alle situazioni più critiche di abuso, ma anche a quelle in cui il bambino è testimone di violenze all’interno della famiglia o ai casi, molto noti anche alla cronaca, in cui i conflitti di coppia trasformano il bambino in oggetto di contesa e non soggetto da tutelare. Questi sono alcuni degli aspetti all’analisi della Commissione consultiva sui maltrattamenti che abbiamo recentemente istituito al fine di elaborare proposte che possano migliorare l’efficacia delle leggi, delle politiche e delle prassi operative realizzate in questo ambito. Il medico, quindi, deve possedere gli strumenti adeguati per riconoscere maltrattamenti e abusi sui minorenni. Su questo aspetto lo scorso anno sono stati presentati i risultati di un’indagine effettuata su un campione di pediatri di Milano. In 6 casi su 10 i medici intervistati hanno affermato che durante la loro attività professionale si sono trovati di fronte al sospetto di un caso di maltrattamento o di abuso, ma solo la metà di questi ha deciso di segnalarlo. Risulta evidente quindi quanto anche su questo tema sia importante una formazione specifica che fornisca ai medici elementi di approfondimento sul maltrattamento nel suo complesso e che metta loro a disposizione anche tutte quelle informazioni pratiche necessarie per gestire in modo corretto il singolo caso (chi sono e che ruolo hanno il Tribunale per i minorenni, il Tribunale Ordinario, le Forze dell’ordine, i Servizi sociali, a chi rivolgersi, come fare la segnalazione, eccetera). Anche in questo caso, sarebbero auspicabili una formazione adeguata anche nei corsi universitari e un aggiornamento costante».

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