I bambini italiani non sono tutti uguali

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Un diritto alla salute per i bambini assai variabile da un punto all’altro dell’Italia, e anche all’interno di una stessa regione, con distorsioni risultato della regionalizzazione del sistema sanitario. A parlarne e chiedere di porre rimedio è la Società italiana di pediatria (SIP), in un dossier del suo Comitato per la bioetica dal titolo: «La salute dei bambini e la sanità delle regioni: differenze inaccettabili». Il dossier affronta diversi ambiti, dalle vaccinazioni agli screening neonatali per le malattie metaboliche, dalla rete punti nascita all’assistenza oncologica e alle cure palliative. In un comunicato stampa la SIP riporta che se il tasso di mortalità infantile in Italia è inferiore a quello medio europeo (e quasi la metà rispetto a quello statunitense), la mortalità infantile nelle Regioni meridionali è più alta del 30 per cento rispetto al Settentrione. E fornisce alcuni esempi di differenze tra aree. Il vaccino contro il meningococco B verrà dato gratuitamente da quest’anno in Puglia, Basilicata, Veneto e Toscana; non sarà gratuito nelle altre Regioni dove però alcune ASL lo offriranno ai nuovi nati e ai soggetti a rischio. In Campania i nuovi nati vengono controllati solo con i tre test obbligatori per legge, mentre in Toscana lo screening è allargato con la possibilità di diagnosi di 40 patologie rare. E anche in questo ambito vi sono differenze all’interno di una stessa Regione. «Questa situazione è inaccettabile, sia guardando alla disomogeneità nella qualità del servizio offerto sia guardando alla confusione normativa che si è creata. I bambini pagano un prezzo particolarmente alto a questa disomogeneità e a questa confusione» dice Giovanni Corsello, presidente della SIP. Aggiunge Stefano Semplici, presidente del Comitato per la bioetica della SIP e presidente del Comitato internazionale di bioetica dell’UNESCO: «La cabina di regia nazionale prevista dal Patto per la salute per gli anni 2014-2016 non basterà a correggere le distorsioni. Occorre un ripensamento radicale degli esiti della regionalizzazione del sistema sanitario, fermando almeno la tendenza alla divaricazione fra le Regioni e orientando la loro autonomia all’obiettivo di una crescente integrazione, perché questa è l’unica direzione coerente con l’articolo 32 della Costituzione». La SIP propone la sostituzione della lettera m dell’articolo 117 della Costituzione con il testo che segue (invece di quello uscito dal Senato): (lo Stato ha legislazione esclusiva rispetto alla) «determinazione dei livelli appropriati e inderogabili di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, al fine di garantire una adeguata parità di trattamento su tutto il territorio nazionale; (alle) disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per la sicurezza alimentare e per la tutela e sicurezza del lavoro».

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