La medicina delle piccole dosi

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Medicina piccole dosiLa Low Dose Medicine si è sviluppata nei primi anni ‘90, in Italia, come un nuovo trend, insieme farmacologico e, più in generale, medico. Applicando tecniche farmaceutiche innovative si è riusciti a scendere notevolmente nel grado di concentrazione delle preparazioni di citochine, ormoni, neuropeptidi osservando – dapprima con lavori di ricerca di base su cellule o modelli animali, e poi in trial clinici – che i bassissimi dosaggi producevano gli stessi effetti biologici e dunque terapeutici senza gli effetti collaterali ascrivibili alle alte dosi. Cinque anni di ricerca scientifica nel campo della Low Dose Medicine hanno dimostrato la validità dell’approccio concettuale e l’efficacia e la sicurezza dell’intervento terapeutico basato sulla somministrazione orale di dosi basse di “molecole messaggere”.

«Questo tipo di terapie stimolano le funzioni fisiologiche dell’organismo, regolando per esempio la risposta immunitaria o endocrina del paziente, con tempi d’azione spesso molto rapidi e, soprattutto, senza effetti collaterali» afferma Alessandro Perra, direttore scientifico di Guna.

Oggi la letteratura scientifica sostiene l’approccio terapeutico della Low Dose Medicine e che essa può rappresentare la base per un nuovo paradigma medico e terapeutico, anche in campo pediatrico.

E in pediatria, la Low Dose Medicine può giocare ad esempio un ruolo interessante in ambito immunologico e delle infezioni ricorrenti: l’utilizzo di basse concentrazioni di citochine, le proteine che regolano la funzione degli organi immunitari, contribuisce a mantenere “reattivo” l’organismo dei piccoli pazienti ripristinando e sostenendo la funzione fisiologica degli organi immunocompetenti senza “aggredirli”. Anche in ambito allergologico, i risultati molto positivi ottenuti con un trial clinico sul trattamento della dermatite atopica in età pediatrica con bassi dosaggi di citochine spingono ad andare ancora più a fondo nella comprensione degli intimi meccanismi fisiopatologici su cui agiscono questi nuovi farmaci.

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