Diagnostica differenziale per il pediatra

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Angelo Ravelli
Angelo Ravelli

Apprendere la metodologia della diagnostica differenziale di alcuni importanti quadri patologici pediatrici che si manifestano con sintomi simili offre la possibilità di migliorare la pratica clinica e potenzialmente la prognosi del paziente. Il corso ECM “Argomenti di diagnostica differenziale in pediatria”, proposto da Il Pediatra per il 2015, tratterà l’argomento affrontando alcuni dei quadri clinici di maggiore rilevanza per il pediatra. Abbiamo chiesto di illustrarci obiettivi, scopi e vantaggi di questo aggiornamento medico ad Angelo Ravelli, responsabile scientifico del corso, professore associato di Pediatria presso l’Università degli Studi di Genova e UOC Pediatria II-Reumatologia, Istituto Giannina Gaslini, Genova.

Perché affrontare il tema della diagnostica differenziale?

Prima di tutto perché si tratta di uno strumento indispensabile nella pratica clinica quotidiana. In secondo luogo perché la metodologia del processo diagnostico-differenziale ha spesso spazio limitato nell’insegnamento universitario e non sono molti i libri di testo dedicati che trattano l’argomento in modo approfondito. Inoltre, il continuo affinamento delle metodiche diagnostiche esistenti e l’introduzione di nuovi strumenti di indagine introduce frequenti modifiche nell’iter diagnostico ottimale di varie patologie. È, quindi, assai utile per il medico affrontare un aggiornamento periodico sulla diagnostica differenziale tra le principali condizioni patologiche.

Come sono stati scelti gli argomenti del corso?

Il corso è dedicato alla diagnostica di alcuni quadri clinici pediatrici, tra quelli di maggiore interesse per il pediatra con più frequenza: ipostaturalità, stroke cerebrale, proteinuria, vomito, lesioni dermatologiche e masse addominali. Si pensi per esempio alla valutazione della crescita staturale, che rappresenta una componente fondamentale di ogni visita pediatrica. Si parla di ipostaturalità quando la crescita lineare di un bambino è inferiore a specifici parametri di riferimento per età e sesso. Una bassa statura può essere dovuta a malattie genetiche, sistemiche, endocrine o a fattori prenatali. Infine, quando non si riesce a identificare la causa e si parla di forme idiopatiche. Un altro esempio è il vomito, che può essere dovuto a una infezione gastrointestinale, ma anche a una malattia cerebrale, oppure a una insufficienza renale. La persistenza o ricorrenza del sintomo vomito può compromettere la qualità di vita del piccolo paziente e della sua famiglia. È, dunque, importante possedere conoscenze e strumenti idonei a orientare razionalmente il procedimento diagnostico-terapeutico.

Come è organizzato ciascun modulo?

In ogni modulo la presentazione di uno o due casi clinici dimostrativi, che illustrano le difficoltà che ciascuna condizione pone al medico, completa l’iter di diagnosi differenziale ottimale per giungere a una corretta diagnosi. A partire dal quadro sintomatologico viene affrontata una panoramica dettagliata delle principali patologie che possono manifestarsi con i quadri patologici in discussione; dopo adeguata anamnesi, si passeranno, poi, in rassegna gli accertamenti più utili per l’orientamento diagnostico e verrà proposto un percorso diagnostico ragionato.

Chi sono gli specialisti che svilupperanno i diversi moduli?

Le personalità scelte sono specialisti di assoluto livello nel loro campo, con riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, Gianluigi Ardissino, Silvano Bertelloni, Corrado Occella, Gian Battista Parigi, Alberto Ravelli, affiancati da giovani e validi coautori: Marta Bertamino Valentina Fausti, Ilaria Possenti, Francesca Tel. Nelle diverse sezioni forniranno elementi e conoscenze sulle novità in campo diagnostico per le diverse patologie. Oltre a illustrare nuove malattie o nuovi meccanismi che la ricerca degli ultimi anni è riuscita a evidenziare; così come nuove eziologie, per esempio mutazioni genetiche, recentemente descritte.

Quale utilità può avere per il pediatra di libera scelta?

Ritengo che il corso sia utile a molti livelli per il pediatra di libera scelta, che è spesso il primo identificare queste condizioni. Attraverso le nozioni apprese al corso il medico pediatra può acquisire strumenti utili a indirizzare il piccolo paziente verso lo specialista o porre lui stesso la diagnosi sulla base dell’esame obiettivo e dell’anamnesi, due momenti che rimangono fondamentali nell’iter diagnostico. Il lettore dell’Ecm potrà, inoltre, approfondire e incrementare le conoscenze della diagnostica strumentale più avanzata. Durante lo svolgimento del corso verranno forniti, laddove possibile, algoritmi diagnostici, anche dette flow chart, utili per la discriminazione dei sintomi e il corretto riconoscimento delle malattie correlate.

Come iscriversi al Corso ECM

 

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