Autismo: mancano servizi e strutture terapeutiche

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Antonella Costantino
Antonella Costantino

Circa un bambino ogni 100, circa 100.000 bambini e adolescenti con autismo in Italia, i maschi 4 volte più delle femmine. La Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPIA), in occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo delinea il quadro della malattia in Italia. La SINPIA, che ha aderito alla Fondazione italiana per l’autismo, promossa dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, riporta come l’aumento di consapevolezza di famiglie, pediatri e società rappresenti un obiettivo di salute importante, che dà la possibilità di rilevare presto i segnali e arrivare alla diagnosi tra 1 e 2 anni di vita. Aumentare la consapevolezza, permettere a genitori ed educatori di essere subito protagonisti del percorso, agire per migliorare l’autonomia e la qualità di vita di ragazzi e famiglie, modificare l’ambiente per un’inclusione nella scuola e nella società. Il tutto per una malattia con sintomi principali che possono essere accompagnati da altri, facendo parlare di “disturbi dello spettro autistico” e di un’eziologia neurobiologica multifattoriale. «Per poter affrontare la complessità e l’eterogeneità dei disturbi del neurosviluppo, è fondamentale la presenza di una rete di servizi specialistici accessibili e diffusi in modo omogeneo in tutto il territorio nazionale, con un approccio multi professionale, interdisciplinare ed età specifico», dice Franco Nardocci, coordinatore della Sezione scientifica di epidemiologia della SINPIA. «Purtroppo un punto di fragilità significativo è legato al significativo sottodimensionamento dei servizi rispetto le necessità della popolazione. A fronte di Regioni nelle quali è stato creato negli anni un adeguato sistema di servizi di NPIA ed è sostanzialmente garantita ai bambini e alle famiglie la presa in carico e la terapia, ve ne sono molte altre nelle quali mancano le strutture, in particolare le strutture semiresidenziali e residenziali terapeutiche, e i reparti per i ricoveri, nonché a volte anche gli stessi servizi territoriali, e/o il personale, o non sono comunque previste tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi terapeutici». E i numeri della malattia sono in salita, come sottolinea Antonella Costantino, presidente della SINPIA: «Negli ultimi 10 anni il numero dei pazienti seguiti dai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza è quasi raddoppiato (+5% nuove richieste all’anno dal 2004 a oggi), mentre il numero degli operatori continua a diminuire (-10% solo nell’ultimo anno)».

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