Pediatri di famiglia in agitazione

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Giampietro Chiamenti, presidente FIMP

Non ha avuto i risultati sperati l’incontro con la parte pubblica per il rinnovo della Convenzione, e la Federazione italiana medici pediatri (FIMP) conferma lo stato di agitazione con lo sciopero del 19 maggio. «Abbiamo preso atto della mancanza di qualsiasi intenzione che potesse soddisfare o almeno venire incontro alle nostre richieste, o aprire uno spiraglio alla soluzione delle criticità emerse e rappresentate nella mozione conclusiva del Consiglio Nazionale della FIMP che ci hanno portato alla proclamazione dello sciopero» spiega Giampietro Chiamenti, presidente della FIMP. «La nostra protesta contro la volontà delle Regioni di mettere a rischio l’assistenza pediatrica ai bambini italiani è pertanto confermata». Il rischio segnalato dalla Federazione è che venga meno un Servizio sanitario nazionale equo, solidale e garantito a tutti. Con lo sciopero l’intenzione della FIMP è lanciare l’allarme a tutti i cittadini e farlo con le famiglie, e la Federazione userà i diversi mezzi possibili per aprire un dialogo con i genitori, le famiglie, le associazioni che vogliono mantenere e garantire a tutti i bambini e gli adolescenti una salute, prevenzione e assistenza adeguate.

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