Decreto su prestazioni inappropriate: il parere della FIMP

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Prestazioni_69013197_ML’ultima versione del decreto sulle prestazioni inappropriate suscita perplessità, espresse in un comunicato, nella Federazione italiana medici pediatri (FIMP), che non vi trova passi significativi rispetto ai suggerimenti dati dalla pediatria di famiglia alla proposta ministeriale. Giampietro Chiamenti, presidente della FIMP, afferma la necessità che “scelte di tale importanza e rilevanza, destinate a incidere profondamente nella quotidianità di molti professionisti, siano fatte insieme ai medici, come del resto anche il ministro Lorenzin aveva dichiarato l’estate scorsa”.

La Federazione è preoccupata anche dalla mancanza di chiarezza rispetto ai meccanismi di sanzione e alle modalità. Rispetto al mondo della pediatria, porta inoltre come esempio la questione della prescrizione degli esami dermatologici, trasferiti a una visita allergologica o dermatologica preliminare. La FIMP sottolinea come questo porterebbe a un allungamento di liste di attesa già tra le più lunghe, mentre il pediatra di famiglia deve “essere messo nella condizione di esercitare al meglio il proprio ruolo di governo clinico e di diagnosi e cura, senza dover ricorrere a interventi di secondo livello”. Secondo la FIMP “lo specialista pediatra deve poter accedere a quegli esami allergologici di primo livello, quando addirittura non è egli stesso ad effettuarli nel proprio studio, che evitino un ricorso incongruo ad altri specialisti”. L’auspicio della FIMP è che questo suo contributo sia accolto nel documento definitivo.

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