Neonati prematuri: l’assistenza dalla prima ora ai tre anni

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im InkubatorUn follow up per i neonati pretermine per seguirli nei primi tre anni di vita. A fornire le indicazioni è la Società italiana di neonatologia (SIN), che nella Giornata mondiale del neonato pretermine (il 17 novembre) ha chiesto attenzione sull’assistenza nella prima ora di vita dei neonati di peso molto basso (chiamata “Golden hour”) e sul follow up dei neonati pretermine nei primi tre anni di vita.

Secondo i dati riportati ogni anno in Italia nascono circa 40.000 neonati pretermine, e le cause sono diverse. Con il termine “Golden hour” vengono indicate le cure prestate nella prima ora di vita, che possono avere un’influenza sugli esiti a distanza e includono la rianimazione cardiorespiratoria, la termoregolazione, l’antibioticoterapia precoce, la nutrizione parenterale per la prevenzione o la gestione dell’ipoglicemia.

Con il documento “Indicazioni per il follow-up dei neonati pretermine nei primi tre anni di vita”, realizzato dalla SIN e presentato a fine settembre al XXI Congresso nazionale di neonatologia, la SIN risponde agli interrogativi sul dopo dimissione, cosa fare, quali controlli effettuare, quando e da chi. I principi su cui si basano le indicazioni della SIN sono tre: la multidisciplinarietà, con il lavoro delle diverse figure professionali (neonatologo, neuropsichiatra infantile, fisiatra, psicologo, fisioterapista, psicomotricista, oculista, audiologo, neurochirurgo, nutrizionista, pneumologo), l’approccio patient and family centered e la costruzione di una rete tra le realtà sociosanitarie del territorio, i percorsi sanitari, di riabilitazione e terapeutici. Un documento che è stato diviso in quattro parti, dall’introduzione alle aree di valutazione, dagli aspetti organizzativi all’appendice con tabelle e indicatori operativi. Rispetto alle aree di valutazione vengono riportati 6 indicatori: valutazione della crescita e della nutrizione; valutazioni neuroevolutive (funzionali, sviluppo mentale, comportamentali, visive, uditive e del linguaggio); valutazioni neurostrumentali; valutazioni degli esiti respiratori; vaccinazioni e immunoprofilassi; valutazioni della qualità della vita. Come novità viene segnalato il ‘Calendario dei controlli’, che rappresenta uno strumento sia per i medici sia per le famiglie, con le diverse tappe dalla dimissione, con il primo contatto con l’équipe del follow up. Un follow up che sia attento ai bisogni del bambino e della famiglia, con un collegamento tra reparto di dimissione, pediatra di famiglia, strutture territoriali e servizi specialistici intra ed extraospedalieri, in cui viene indicata come necessaria la figura di un Responsabile del programma di follow up.

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