Acondroplasia: nuove prospettive terapeutiche

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Rx_acondroL’acondroplasia è una grave patologia genetica (prevalenza 1:16.000/1:20.000 nati vivi) dovuta a un’unica mutazione attivante del gene FGFR3 (Gly375Cys). Clinicamente è caratterizzata da rizomelia, marcata lordosi lombare, brachidattilia, macrocefalia con fronte prominente e ipoplasia medio facciale e grave compromissione disarmonica della statura. L’altezza negli adulti è infatti di circa 131 cm nei maschi e di 124 cm nelle femmine. Negli anni sono stati tentati diversi trattamenti per migliorare la crescita. Ad esempio, una recente metanalisi riporta che il trattamento con ormone somatotropo (GH) determina un miglioramento del deficit staturale, ma l’altezza rimane comunque fortemente ridotta dopo diversi anni di terapia (Massart et al, Pharmacogenomics. 2015; 16: 1965-73). In una review pubblicata su Endocrine Development viene riassunto il lungo percorso che nel corso di 20 anni ha portato dall’identificazione del difetto genetico e alla messa a punto di un nuovo farmaco (BMN111), una variante del peptide natriuretico di tipo C, che è un importante fattore di regolazione della crescita ossea longitudinale. Tale farmaco, già sperimentato con successo in un modello murino della malattia e in fase 1 nell’uomo, è attualmente è utilizzato in un trial di fase 2 (https://clinicaltrials.gov/show/NCT02055157) in bambini di età 4 -14 anni e sembra dare buone speranze per migliorare non solo la crescita ma anche le altre anomalie fenotipiche di questi bambini.

Legeai-Mallet L. Endocr Dev 2016; 30: 98-105.

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