Alleviare la sofferenza dei bambini: nasce la Carta sui bisogni relazionali

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Sofferenza_ospedaleParlare al bambino e con il bambino, usare linguaggi e codici per lui comprensibili, che gli permettano di capire la sua situazione, senza nascondergli la verità. È stata presentata la Carta del Convegno "Lo sguardo sulla sofferenza dei bambini", promossa dalla Fondazione Giancarlo Quarta Onlus per aiutare il personale sanitario nella relazione con bambini con patologie gravi e con le loro famiglie. Il convegno si era svolto nell’ottobre dello scorso anno e il documento rappresenta il risultato del lavoro di oltre 100 medici, psicanalisti, sociologi e giornalisti.

«Questo lavoro vuole essere un contributo all’attività di medici e operatori sanitari chiamati al difficile compito di gestire la malattia del bambino, con tutto il carico di sofferenza emotiva che vivono genitori e familiari» dice Lucia Giudetti Quarta, fondatrice e presidente della Fondazione. I bisogni relazionali del bambino malato e della sua famiglia, e i comportamenti che dovrebbero essere messi in atto, sono raccolti in sei punti e la Carta si propone come una guida per fornire indicazioni concrete ed efficaci per la pratica quotidiana nella cura e presa in carico durante la malattia. Il primo punto rappresenta la premessa generale rispetto alla necessità di saper gestire i bisogni relazionali del bambino e della famiglia con una competenza professionale. Gli altri cinque punti toccano bisogni specifici (informazioni/spiegazioni, assistenza/accompagnamento, sorriso/speranza, accoglienza/ascolto, guida alla decisione/autonomia di azione) e indicano i comportamenti da attuare.

«La specificità di questo contributo è l’approccio multidisciplinare a nostro avviso utile per esplicitare dei bisogni che a volte non si colgono da una sola prospettiva», afferma Alan Pampallona, managing director della Fondazione. «La finalità è quella di offrire ai medici validi contributi di riflessione ed efficaci strumenti per potenziare la loro attività e per accrescere la reciproca soddisfazione dei piccoli pazienti, dei genitori e dei medici». La Carta sarà proposta, per essere adottata, ai reparti di pediatria degli ospedali italiani.

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