Una medaglia bifronte

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L’American Academy of Pediatrics (APP) ha pubblicato un “clinical report” dedicato alla prevenzione comune dell’obesità e dei disturbi della condotta alimentare (DCA) (Pediatrics 2016; 138: e20161649). Sebbene in lieve riduzione, l’obesità continua a rappresentare il più frequente disturbo legato alla malnutrizione nei minori. Oltre a errori alimentari intervengono nella sua origine errati stili di vita, che spesso coinvolgono tutto il nucleo familiare (Il Pediatra 2016; 3: 10-12). Di contro, in questi ultimi anni si è assistito a un costante incremento dei DCA, cioè anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi della nutrizione non altrimenti specificati, nella popolazione pediatrica con insorgenza a età sempre più precoci. Nel loro insieme i DCA rappresentano la terza causa di malattia cronica negli adolescenti con un incremento dei ricoveri in USA del 119% tra il 1999 e il 2006 (Agency for Care Policy and Research, 2011). Queste patologie possono infatti compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati e portare anche a morte. Sebbene il rapporto maschi: femmine sia ancora descritto come 1: 9, stanno rapidamente aumentando i ragazzi con DCA – soprattutto nella prima adolescenza – e stanno emergendo forme atipiche (ortoressia, bigoressia, triade dell’atleta amenorroica, cioè disturbi nutrizionali, amenorrea, osteoporosi).

Non raramente un DCA può insorgere in un adolescente precedentemente in sovrappeso, che ‒ in base ai consigli di amici, media o anche “professionisti” di area sanitaria ‒ inizia una “dieta” inadeguata e non controllata e/o un’intensa attività fisica con apporto energetico insufficiente e eccessiva perdita di peso con conseguenze a volte pericolose.

Le due facce della medaglia (obesità e DCA) sono quindi strettamente collegate tra loro, tanto che alcuni nuovi orientamenti di ricerca, basati su studi di “neuroimaging” funzionale dei neuro-circuiti della serotonina e della dopamina, indirizzano verso una nuova concettualizzazione dei disturbi nutrizionali, proponendo uno spettro psico-patologico unico. L’attitudine del soggetto al controllo degli impulsi rappresenterebbe l’espressione fenotipica in questo modello caratterizzato da poli contrapposti: uno legato a eccesso di controllo (anoressia nervosa) e l’altro a assenza di controllo nutrizionale (obesità, disturbo da alimentazione incontrollata) (Brooks et al. BMC Psychiatry 2012; 12: 76), che possono variare con l’età.

Ecco dunque le nuove raccomandazioni dell’APP, che i pediatri ‒ e anche i genitori ‒ possono mettere in atto per prevenire sia l’obesità sia i DCA. Si tratta di 6 mosse “evidence-based”, che prevedono di sconsigliare fortemente diete, salto dei pasti e uso di prodotti pubblicizzati come dimagranti e al contempo favorire un’alimentazione sana associata a un’adeguata attività fisica, promuovere un’immagine corporea positiva, incoraggiare il consumo di pasti regolari all’interno di tutta la famiglia, scoraggiare i genitori a focalizzare i colloqui con i figli sul peso corporeo, ricercare episodi di maltrattamento o di bullismo correlati al peso e discutere di questi aspetti con la famiglia e l’adolescente, monitorare attentamente eventuali perdite di peso. In pratica, poche attenzioni possono determinare un importate miglioramento per le principali emergenze nutrizionali di oggi. A queste raccomandazioni, è bene sempre ricordare ai ragazzi che i media elettronici e pubblicità non sono specchi della realtà, ma “cattivi maestri”, che spesso forniscono un’immagine del tutto irreale e distorta di una corretta alimentazione.

Il pediatra deve quindi avere la forte consapevolezza che l’alimentazione rappresenta ancora una sfida professionale per assicurare un’ottimale stato di salute a bambini e adolescenti e che sempre più deve configurarsi come il “nutrizionista” d’eccellenza dei minori.

Silvano Bertelloni

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