Ginecologia pediatrica, esperienze sul territorio

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Medical consultationIn Italia non esiste una vera e propria rete di ginecologia pediatrica, per quanto se ne avverta ovunque la necessità. Per questa ragione in ogni territorio, sulla base di esigenze, opportunità e spirito di iniziativa, possono essere operativi modelli differenti, coordinati per lo più da specialisti volonterosi e desiderosi non soltanto di offrire un servizio ad hoc ma anche di condividere, nel contesto delle proprie competenze, la gestione di problematiche cliniche e orientamenti diagnostico-terapeutici. Due esperienze possono essere meritevoli di attenzione, quella dell’Arcispedale S. Anna di Reggio Emilia e quella dell’Ospedale San Raffaele di Milano. «Abbiamo approntato un ambulatorio di ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza che può essere definito un sistema basato sulle persone e si occupa della fascia d’età 0-21 anni» afferma Gabriele Tridenti, responsabile di Alta Specialità Ostetricia e medicina prenatale dell’Azienda Ospedaliera Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. «I pediatri possono telefonarci per qualsiasi necessità, e normalmente prevediamo 10 appuntamenti per ogni seduta, tutti rigorosamente nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, dei quali sette prenotati mediante CUP e tre riservati ai pazienti degenti in ospedale o alle emergenze. Siamo un punto di riferimento provinciale anche per quanto riguarda i casi di abuso e lo scorso anno, tra visite programmate e urgenze, abbiamo effettuato ben 350 prestazioni, considerando che il centro urbano annovera i 170mila abitanti, a cui si aggiungono gli oltre 500mila residenti nelle cittadine limitrofe. Ci riteniamo un centro di primo livello, e siamo in grado di offrire un percorso privilegiato per le nostre pazienti che hanno necessità di esami laboratoristici e contiamo anche su altri specialisti dedicati alla fascia giovanile, tra cui l’endocrinologo pediatra, l’urologo e il dermatologo, nostri riferimenti per casi particolari». Concettualmente simile, anche se diverso sotto il profilo logistico-organizzativo, è l’ambulatorio dell’ospedale milanese: «Una decina di anni fa avevamo avviato un ambulatorio integrato con la presenza contemporanea del pediatra endocrinologo e del ginecologo per l’approccio alle adolescenti, e in misura minore alle bambine, che potevano giovarsi appunto di queste due competenze specifiche per problematiche quali irsutismo, acne, iperandrogenismi in genere, irregolarità mestruali, amenorrea primaria o secondaria e sospette infezioni vulvo-vaginali» afferma Gianni Russo, del Dipartimento di Endocrinologia pediatrica dell’Ospedale San Raffaele di Milano. «L’obiettivo era duplice: fornire una consulenza integrata alla paziente, ma anche favorire una crescita interdisciplinare nella gestione di situazioni cliniche di confine. L’ambulatorio aveva cadenza inizialmente quindicinale, e poi per il crescente numero di richieste, settimanale. Ultimamente l’impostazione dell’ambulatorio è stata modificata ed è attualmente gestito da una ginecologa che si occupa delle adolescenti, demandando le eventuali problematiche endocrinologiche in un secondo momento a chi di competenza».

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