Infezioni delle vie urinarie: vantaggi della terapia antibiotica precoce

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Le infezioni delle vie urinarie sono una malattia comune nei bambini. Un interessamento del parenchima renale costituisce l’aspetto più allarmante sia nell’immediato, per il rischio di sepsi sia nel lungo termine, in quanto la pielonefrite può esitare in una cicatrice renale. Non è ancora chiaro se una terapia antibiotica precoce possa determinare esiti a distanza più favorevoli. Uno studio retrospettivo ha valutato 482 bambini di età inferiore a 6 anni (90% femmine; età media 11 mesi; 78% con reflusso vescico-ureterale) durante un follow-up di 2 anni.

Un ritardo nell’inizio della terapia antibiotica è risultato significativamente associato alla presenza di cicatrice renale, anche dopo l’esclusione di altri fattori di rischio (età più avanzata, IVU ricorrenti, alterata funzione vescicale o intestinale). La durata della febbre nei bambini con e senza cicatrice renale è risultata rispettivamente di 72 ore (25-75 centile: 30 – 120) e 48 ore (25-75 centile: 24 – 72).

Gli autori concludono che un ritardo nell’inizio del trattamento antibiotico è associato a cicatrice renale permanente, indicando che la risposta flogistica, se eccessiva e prolungata, rappresenta uno dei principali fattori che determinano il danno parenchimale (Morello, Pediatr Nephrol 2015). Lo stesso gruppo ha poi di recente pubblicato uno studio sui fattori predittivi di antibiotico-resistenza nelle IVU (n = 769, 91% femmine) (J Pediatr 2016; 171: 116-121), rilevando che i bambini non circoncisi o di origine ispanica o con disfunzione vescicale o con un pregresso trattamento antimicrobico nei 6 mesi precedenti sono a maggior rischio di resistenza antibiotica.

Dunque, ricercare sempre precocemente un’IVU in un bambino febbrile, ma attenzione ai fattori di rischio per impostare una corretta terapia antibiotica in attesa dell’antibiogramma.

Shaikh N, et al. JAMA Pediatric 2016; 170: 848-854.

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