L’estate è un “fattore di rischio” per i disturbi gastrointestinali nei piccoli, favoriti, ad esempio, dagli sbalzi di temperatura, dal cambio di abitudini alimentari, da viaggi, magari anche in contesti diversi da Italia e Europa e con condizioni igienico-sanitarie non sempre ottimali, dal contatto con ambienti nuovi, dall’idratazione non adeguata.
Tra le condizioni più ricorrenti, soprattutto in estate, vi sono quelle correlate ai batteri patogeni di Salmonella, Campylobacter, di alcuni ceppi di Escherichia coli diarrogeni e, in specifici contesti epidemiologici, Shigella. Possono presentarsi anche gastroenteriti virali da rotavirus e norovirus, sebbene più tipiche dei mesi freddi.
In questi contesti un ruolo chiave di prevenzione e di supporto è svolto dai probiotici contenenti specifici ceppi batterici, secondo le raccomandazioni delle Linee Guida della Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (ESPGHAN) e di evidenze scientifiche.
La diarrea estiva
Secondo uno studio francese (“Summer diarrhea in children: a monocentric French epidemiological observational study“), tra giugno e settembre, oltre l’81% di accessi in pronto soccorso è associa alla diarrea estiva, di natura prevalentemente batterica, seguiti da virus e parassiti, ad esempio Escherichia coli enteropatogeno, rotavirus e Salmonella. Uno studio polacco (“Campylobacter and Salmonella infections in children hospitalized with gastroenteritis in Northeastern Poland, 2020–2023“), invece, che ha riguardato bambini ospedalizzati per gastroenterite acuta, rileva Campylobacter e Salmonella come trigger principali per gastroenterite batterica, con picchi maggiori in estate.
Anche la diarrea del viaggiatore (“Bacterial travellers’ diarrhoea: A narrative review of literature published over the past 10 years“), che insorge soprattutto nel corso di mete internazionali, è di natura batterica, dove E. coli enteropatogeni, Campylobacter, Salmonella e Shigella sono i maggiori responsabili cui correlano anche complicanze di gestione a causa dell’aumento dell’antibiotico-resistenza e della diffusione di ceppi multiresistenti.
Non va sottovalutato, inoltre, il ruolo e la complicità della dieta: il maggiore consumo di alimenti ricchi di zuccheri semplici, grassi, snack, gelati, bevande zuccherate e pasti meno regolari, a fronte di un più ridotto apporto di cibi sani (fibre, frutta, verdura e cereali integrali) può alterare la composizione e funzione del microbiota intestinale, quindi stimolare l’insorgenza di disturbi gastrointestinali.
Le fibre alimentari, in particolare, rappresentano un substrato per la produzione microbica di acidi grassi a corta catena, ad esempio acetato, propionato e butirrato, metaboliti coinvolti nel mantenimento dell’integrità della mucosa, nella modulazione immunitaria e nel controllo dell’infiammazione locale. Evidenze scientifiche (“Tripartite relationship between gut microbiota, intestinal mucus and dietary fibers: towards preventive strategies against enteric infections“) attestano che un buon rapporto tra fibre alimentari, muco intestinale e microbiota possa influenzare la capacità di colonizzazione dei patogeni enterici e che, all’opposto, lo squilibrio tra maggior consumo di prodotti ultra-processati e minor apporto di cibi freschi e di origine vegetale riduca le funzioni metaboliche del microbiota, quest’ultimo con azione protettiva dell’ospite, esponendo a più vulnerabilità agli stress infettivi e infiammatori.
Non ultimo, la scarsa idratazione può aggravare rapidamente il quadro clinico in caso di diarrea e vomito, soprattutto nei bambini piccoli, ricordando che un adeguato apporto idrico contribuisce al mantenimento del transito intestinale, della funzione mucosale e delle secrezioni fisiologiche che partecipano alla difesa dell’epitelio. La reidratazione orale in caso di gastroenterite acuta, pertanto, resta un caposaldo nel trattamento, in affiancamento alle terapie di base.
La resistenza alla colonizzazione
In questo processo, un ruolo chiave lo ha il microbiota sano (“Role of dietary nutrients in the modulation of gut microbiota: A narrative review“). Infatti, quando subentra una disbiosi, a causa ad esempio di antibiotici, infezioni, cambiamenti dietetici bruschi o esposizioni ambientali nuove, la resistenza alla colonizzazione, cioè la capacità dell’ecosistema microbico residente di impedire o limitare l’insediamento di microrganismi patogeni, può ridursi.
Ad esempio, uno studio (“Characterization of the human gut microbiome during travelers’ diarrhea“) che ha indagato profili microbici differenti tra viaggiatori sani e soggetti che sviluppano diarrea del viaggiatore mostra come la composizione del microbiota possa essere sia un effetto sia un possibile determinante della suscettibilità. In età pediatrica, l’intestino è un organo chiave, rappresenta una delle principali interfacce tra ambiente esterno e sistema immunitario, dove i probiotici possono essere considerati come possibili strumenti di supporto, ceppo-specifici.
Il ruolo e la scelta dei probiotici giusti
Nel trattamento della gastroenterite acuta pediatrica, le indicazioni circa l’uso dei probiotici è eterogenea. Alcuni studi e metanalisi suggeriscono la potenzialità di probiotici contenenti Lactobacillus rhamnosus GG nel ridurre la durata della diarrea, altri l’efficacia della combinazione di Bifidobacterium breve M-16V, Bifidobacterium animalis subsp. lactis HN019 e Lactobacillus rhamnosus HN001, secondo la nomenclatura aggiornata Lacticaseibacillus rhamnosus HN001. Quest’ultimo, secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open (“Probiotics and fever duration in children with upper respiratory tract infections“), in grado di ridurre la durata mediana della febbre.
Per il Bifidobacterium breve M-16V l’efficacia sarebbe dimostrata nel neonato, pretermine o con basso peso alla nascita (“Colonization of supplemented Bifidobacterium breve M-16V in low birth weight infants and its effects on their gut microbiota weeks post-administration“, “Bifidobacterium breve M-16V as a probiotic for preterm infants: A strain-specific systematic review“), in cui la supplementazione con M-16V aumenterebbe, rispettivamente, la presenza fecale di B. breve e l’eventuale colonizzazione e l’intestino anche per alcune settimane dopo la somministrazione, promuovendo la produzione/presenza di Actinobacteria e riducendo gli Proteobacteria, con un generale impatto sul miglioramento della traiettoria di maturazione del microbiota. Inoltre, in piccoli con sindrome dell’intestino irritabile e dispepsia funzionale, M-16V in una miscela combinata con B. infantis M-63 e B. longum BB536 avrebbe favorito la diminuzione di dolore addominale e l’aumento della qualità della vita.
Ulteriori ceppi probiotici includono Bifidobacterium animalis subsp. lactis HN019 con azione potenzialmente preventiva, documentata da uno studio randomizzato (“Prebiotic and probiotic fortified milk in prevention of morbidities among children: Community-based, randomized, double-blind, controlled trial“) in cui bambini alimentati con latte fortificato con prebiotico e B. lactis HN019 per un anno, avrebbero fatto osservare una diminuzione degli episodi di dissenteria del 21%, con un risultato al limite della significatività, e di alcuni outcome respiratori e giorni di malattia severa. L’azione di HN019 sull’intestino intestinale, sarebbe dovuta potenzialmente alla competizione con potenziali patogeni, supporto della funzione di barriera, regolazione delle tight junctions e modulazione della risposta immunitaria. Infine Lactobacillus rhamnosusHN001 avrebbe un impatto positivo a livello immunologico, allergologico e respiratorio.
Fonti
- Mallier C, Creuzet E, Lambert C et al. Summer diarrhea in children: a monocentric French epidemiological observational study. Scientific Reports, 2023, 13, Article number 15078
- Fernandez Moreno T, Kołcz A, Qaheri M et al. Campylobacter and Salmonella infections in children hospitalized with gastroenteritis in Northeastern Poland, 2020–2023. European Journal of Pediatrics, 2025, 84(5):280.
- López-Vélez R, Lebens M, Bundy L et al. Bacterial travellers’ diarrhoea: A narrative review of literature published over the past 10 years. Travel Medicine and Infectious Disease, 2022, 47:102293.
- Thomas S, Etienne-Mesmin L, Sivignon A et al. Tripartite relationship between gut microbiota, intestinal mucus and dietary fibers: towards preventive strategies against enteric infections. FEMS Microbiology Reviews. 2021, 45(2):fuaa052.
- Yang Q, Ling Q, Balakrishnan B et al. Role of dietary nutrients in the modulation of gut microbiota: A narrative review. Nutrients. 2020, 2020 Jan 31;12(2):381.
- Youmans BP, Ajami NJ, Jiang ZD et al. Characterization of the human gut microbiome during travelers’ diarrhea. Gut Microbes, 2015;6(2):110-9.
- Bettocchi S, Comotti A, Elli M et al. Probiotics and fever duration in children with upper respiratory tract infections. JAMA Network Open, 2025 Mar 3;8(3):e250669.
- Horigome A, Hisata K, Odamaki T et al. Colonization of supplemented Bifidobacterium breve M-16V in low birth weight infants and its effects on their gut microbiota weeks post-administration. Frontiers in Microbiology. 2021, 12:610080.
- Athalye-Jape G, Rao S, Simmer K et al. Bifidobacterium breve M-16V as a probiotic for preterm infants: A strain-specific systematic review. Journal of Parenteral and Enteral Nutrition, 2018, 42(4):677-688.
- Sazawal S, Dhingra U, Hiremath G et al. Prebiotic and probiotic fortified milk in prevention of morbidities among children: Community-based, randomized, double-blind, controlled trial. PLoS ONE, 2010, 5(8):e12164.


