Il tema delle liste d’attesa torna al centro del dibattito sanitario con l’adozione del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028, accolto positivamente anche dall’oncoematologia pediatrica. Tuttavia, per i clinici che operano con pazienti in età evolutiva il punto chiave resta uno: garantire continuità, tempestività e omogeneità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.

Serve integrazione con i percorsi oncologici

A ribadirlo è Angela Mastronuzzi, presidente dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP), che sottolinea come il nuovo piano rappresenti un passo avanti importante, ma non sufficiente senza un pieno allineamento con la programmazione oncologica nazionale.

«Accogliamo con favore il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028 – ha dichiarato – Introduce strumenti concreti di trasparenza e monitoraggio che possono migliorare l’accesso alle cure. Ora però è fondamentale completare questo percorso con una piena e uniforme attuazione del Piano Oncologico Nazionale nelle Regioni, con particolare attenzione ai pazienti pediatrici, adolescenti e giovani adulti».

Il Piano, come ha chiarito Mastronuzzi, introduce diversi strumenti operativi attesi da tempo. Tra questi, «una piattaforma nazionale che monitora in tempo reale agende pubbliche e percorsi interni per PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) e follow-up; remind e disdetta obbligatoria con conferma o cancellazione almeno due giorni lavorativi prima, anche da remoto; divieto di sospendere o chiudere le prenotazioni; percorsi di tutela quando i tempi massimi non sono rispettati». Si tratta di interventi che, se applicati in modo efficace, possono contribuire a migliorare l’organizzazione complessiva del sistema sanitario.

Oncologia pediatrica e liste d’attesa

Nella pratica clinica pediatrica, in particolare in ambito oncologico, il concetto stesso di lista d’attesa assume un significato diverso. La gestione dei sospetti diagnostici e l’avvio del trattamento avvengono in tempi estremamente rapidi grazie alla rete AIEOP.

«Grazie alla rete dei Centri AIEOP, diffusa sul territorio nazionale, ogni bambino o ragazzo con sospetto di malattia onco-ematologica viene preso in carico immediatamente, con diagnosi, stadiazione e avvio della terapia entro le 72 ore previste per la classe U, senza rinvii e senza sbarramenti amministrativi». Questo modello, strutturato sulla presa in carico precoce e sull’integrazione tra centri, rappresenta un benchmark organizzativo che potrebbe essere esteso anche ad altri ambiti dell’oncologia.

Serve attuazione omogenea del Piano Oncologico Nazionale

Per AIEOP, la priorità ora è garantire che il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 venga implementato in modo uniforme a livello regionale, con particolare attenzione alle specificità dell’età pediatrica, adolescenziale e dei giovani adulti. In particolare, l’associazione evidenzia la necessità di tradurre gli indirizzi nazionali in azioni concrete e finanziate.

«Auspichiamo che ogni Regione recepisca e finanzi i PDTA pediatrici e per adolescenti e giovani adulti (AYA); garantisca la continuità tra centri hub e spoke della rete AIEOP, già operativa h24; assicuri l’accesso tempestivo a diagnostica avanzata, farmaci innovativi e trial clinici, senza disparità territoriali» ha aggiunto la presidente.

Equità di accesso e continuità assistenziale

Il nodo centrale resta quello dell’equità: garantire che ogni paziente abbia accesso agli stessi standard di cura, indipendentemente dalla Regione di residenza. «Le bambine, i bambini, gli adolescenti che curiamo non possono attendere. Il Piano liste d’attesa mette ordine e trasparenza per tutti. Il Piano Oncologico, declinato per le fasce d’età che rappresentiamo, deve completare il percorso, rendendo il diritto alla cura esigibile ovunque in Italia». Per i pediatri, questo si traduce nella necessità di poter contare su percorsi chiari e tempestivi, soprattutto nella fase di invio e presa in carico dei pazienti con sospetto oncologico.

AIEOP ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per accompagnare l’attuazione delle riforme, proseguendo «la collaborazione con Ministero, Regioni e Agenas per monitorare l’implementazione, condividere dati e formare i professionisti, perché la tempestività che oggi è standard in pediatria diventi lo standard per ogni paziente oncologico» ha concluso Angela Mastronuzzi.

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