La meningite batterica rappresenta una patologia grave che necessita di valutazione e gestione urgenti, compresa la somministrazione tempestiva di terapia antimicrobica appropriata. Infatti, il tasso di mortalità della meningite batterica non trattata si avvicina al 100%; persistono, inoltre, percentuali significative di sequele neurologiche e mortalità anche in caso di pronto inquadramento diagnostico-terapeutico.

Può svilupparsi in seguito a:

  • colonizzazione del nasofaringe, con successiva infezione del sistema nervoso centrale (SNC) per via ematogena;
  • ingresso diretto di batteri nel SNC per infezione contigua (es. sinusite, mastoidite), trauma, complicanze di interventi neurochirurgici, perdita di liquido cefalorachidiano, difetti congeniti (es. seno dermico), dispositivi medici (es. shunt cerebrale, impianti cocleari);
  • invasione del SNC a seguito di batteriemia a partenza da altra sede (es. endocardite infettiva) e/o batteriemia associata a deficit immunitari.

I più comuni patogeni responsabili di meningite batterica variano a seconda dell’età considerata:

  • lattanti <3 mesi: streptococco di gruppo B ed Escherichia coli; più rare sono le infezioni da enterococcus, Staphylococcus aureus, Listeria monocytogenes, streptococco di gruppo A e Haemophilus influenzae.
  • Lattanti >3 mesi e bambini: pneumococco e Neisseria meningitidis (60-70% dei casi), seguiti da streptococco di gruppo A e di gruppo B, Haemophilus influenzeae e altri Gram-negativi.
  • Adolescenti: Neisseria meningitidis (>50% dei casi).

Manifestazioni cliniche

La meningite batterica può presentarsi con un decorso progressivo graduale (comparsa di interessamento meningeo dopo uno o più giorni di febbre) oppure fulminante, con sepsi e meningite comparse in poche ore, spesso complicate da grave edema cerebrale.

La maggior parte dei bambini con meningite batterica si presenta con febbre associata a sintomi e segni di infiammazione delle meningi (es. rigidità nucale, irritabilità, confusione o alterazione dello stato mentale, cefalea, fotofobia, nausea, vomito), spesso preceduti da sintomi di infezione delle vie respiratorie superiori.

La presentazione clinica è aspecifica (nessun segno è patognomonico di meningite batterica) e variabile in base all’età del bambino:

  • lattanti: febbre o ipotermia, letargia, difficoltà di alimentazione, irritabilità, fontanella bombata, vomito, diarrea, dispnea, ittero, convulsioni;
  • bambini e adolescenti: febbre, cefalea, rigidità nucale, fotofobia, nausea/vomito, confusione, letargia, irritabilità, alterazione dello stato mentale e shock settico.

I segni meningei (cefalea, fotofobia, irritabilità, rigidità nucale, decubito laterale a “cane di fucile” con iperestensione della testa, inarcamento del tronco, ginocchia flesse e avambracci semiflessi) sono presenti al momento del ricovero nella maggior parte dei pazienti. La rigidità nucale è caratterizzata dall’incapacità di posizionare il mento sul petto e dalla limitazione della flessione passiva del collo.

Alcuni segni suggestivi di interessamento meningeo sono presenti al momento della presentazione in circa il 60-80% dei bambini:

  • il segno di Kernig è presente se il paziente, in posizione supina con l’anca e il ginocchio piegati a 90°, non riesce a estendere il ginocchio oltre i 135°, prova dolore durante l’estensione del ginocchio e/o c’è flessione dell’altro ginocchio;
  • il segno di Brudzinski è presente se il paziente, mentre è in posizione supina, flette gli arti inferiori durante il tentativo di flessione passiva del collo.

Il bambino con meningite batterica presenta frequentemente alterazioni neurologiche. Lo stato di coscienza può variare da irritabilità o confusione a letargia o coma. Il 20-30% dei pazienti con meningite presenta convulsioni (spesso generalizzate) prima della diagnosi o entro le prime 48 ore dal ricovero; la comparsa successiva di crisi focali può indicare un danno cerebrale. La meningite può associarsi a ipertensione endocranica, che nei lattanti può determinare la comparsa di fontanelle bombate o diastasi delle suture craniche. Nei bambini più grandi, l’aumento della pressione endocranica può determinare cefalea, vomito, alterazioni dello stato mentale, paralisi del III, IV e VI nervo cranico.

La triade di Cushing (ipertensione sistemica, bradicardia e depressione respiratoria) rappresenta un segno tardivo di ipertensione endocranica. Il riscontro di papilledema all’esame del fundus oculi è suggestivo di ipertensione endocranica a qualsiasi età, ma è raro in corso di meningite batterica. Altri segni neurologici focali possono includere anomalie motorie (es. emiparesi, tetraparesi), riflessi tendinei asimmetrici o assenti, alterazione dei nervi cranici (es. risposta pupillare anomala alla luce, difetti del campo visivo, strabismo, alterazione dei movimenti oculari estrinseci, asimmetria facciale).

A livello cutaneo è possibile osservare la comparsa di petecchie e porpora; tale reperto può essere osservato in qualsiasi forma di meningite batterica, ma è più frequente in quella da Neisseria meningitidis. Le lesioni cutanee sono di solito più evidenti a livello delle estremità e possono essere precedute da un’eruzione maculopapulare eritematosa.

Diagnosi

La diagnosi di meningite batterica deve essere tempestiva e non deve ritardare la somministrazione di terapia antibiotica empirica. Oltre al già descritto esame obiettivo, nel sospetto di meningite è raccomandata l’esecuzione di esami ematici comprensivi di emocoltura, emocromo, indici di flogosi (proteina C reattiva e procalcitonina), elettroliti, glicemia, urea, creatinina, coagulazione e lattato (se sospetto shock).

La rachicentesi deve essere eseguita in tutti i bambini con sospetto di meningite batterica, salvo presenza di controindicazioni (es. compromissione cardiopolmonare, segni clinici di aumento della pressione intracranica, infezione cutanea nel sito di esecuzione della rachicenteBibliografia essenziale si). A tale proposito, le indicazioni a effettuare neuroimaging (generalmente TC cranio) prima della rachicentesi includono: coma, papilledema, deficit neurologico focale, shunt del liquido cerebrospinale in atto, storia di idrocefalo, trauma recente del SNC, recente neurochirurgia.

Su liquido cefalorachidiano devono essere analizzati i leucociti presenti (numero e tipologia) e i livelli di glucosio e di proteine; su liquor devono poi essere eseguiti coltura, colorazione di Gram e, se disponibile, pannello per la diagnosi molecolare di agenti eziologici (batterici e virali) responsabili di meningite. In corso di meningite batterica l’analisi del liquido cefalorachidiano mostra pleiocitosi con predominanza di neutrofili, livello elevato di proteine e riduzione di glucosio (confrontato con i livelli di glucosio nel sangue). Anche se in corso di meningite batterica il liquor mostra generalmente > 1.000 leucociti/µl con prevalenza di neutrofili, nelle fasi iniziali della malattia è possibile non riscontrare pleiocitosi, così come nei bambini con deficit immunologici. La coltura del liquor, comunque, deve essere sempre eseguita, perché può risultare positiva anche in assenza di pleiocitosi.

Da segnalare che la coltura del liquor può risultare falsamente negativa se il paziente ha ricevuto terapia antibiotica prima della rachicentesi; in questo caso, l’esecuzione di pannello molecolare su liquor può essere utile per la diagnosi eziologica.

Bibliografia essenziale

  • Kaplan SL. Bacterial meningitis in children older than one month: clinical features and diagnosis. UpToDate (accesso online 22 settembre 2025).
  • WHO guidelines on meningitis diagnosis, treatment and care 2025. https://www.who. int/publications/i/item/9789240108042

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