Disturbi dello spettro autistico: al via il nuovo progetto

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Junge hält sich die Ohren zu

Un progetto per stimare la prevalenza in Italia dei disturbi dello spettro autistico (DSA) e dare vita a una rete precoce di pediatria e neuropsichiatria infantile che possa portare alla diagnosi, e da qui al percorso terapeutico, in modo tempestivo. Avviato a fine febbraio, Il progetto avrà una durata di due anni. Negli ultimi dieci anni è stato visto un aumento dei casi di DSA e vi è l’esigenza di una riorganizzazione dei servizi per arrivare a una diagnosi precoce e a criteri diagnostici che siano standard per iniziare un percorso terapeutico integrato e adeguato. Una diagnosi precoce corretta e un intervento tempestivo possono migliorare il quadro clinico finale e ridurre l’interferenza di questi disturbi sullo sviluppo del bambino. Il Ministero della Salute riporta che vi è ancora “un grande ritardo temporale tra l’insorgenza delle prime preoccupazioni dei genitori, la prima consultazione e l’età in cui viene fatta la diagnosi che si aggira attualmente intorno ai 4-5 anni” ed è cruciale Il lavoro di sorveglianza attiva con screening da parte dei pediatri a 18 e 24 mesi e il coordinamento con i neuropsichiatri infantili. Per una pianificazione e organizzazione degli interventi e dei servizi è importante avere a disposizione stime che siano affidabili della prevalenza di DSA sia italiane sia europee, ma i dati a disposizione sono pochi. Il progetto è promosso e finanziato dal Ministero della Salute, affidato all’Istituto Superiore di Sanità attraverso un accordo di collaborazione per l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, e il protocollo di screening seguito è condiviso con un progetto europeo finanziato dalla DG Santè della Commissione Europea (ASDEU, Autism Spectrum Disorders in the European Union).

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