Colestasi e acido ursodesossicolico

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Kotb MA et al. Medicine (Baltimore) 2020; 99:e18730.

Le epatopatie colestatiche rappresentano una causa significativa di morbilità e mortalità e l’indicazione principale per il trapianto di fegato in età pediatrica. L’acido ursodesossicolico (UDCA) è stato un pilastro della terapia medica anche in attesa della chirurgia, sebbene la risposta clinica sia spesso insufficiente e il suo effetto sulla progressione della malattia limitata (Kriegermeier A et al. Front Med (Lausanne) 2020;7:149). Questa ricerca egiziana ha analizzato 779 neonati e lattanti con colestasi (anni 2005 – 2015; maschi 56,5%; drop-out 15%) da cause chirurgiche (n = 129), epatite neonatale (n = 445) e atresia delle vie biliari (n = 88); poco più della metà (54,4%) è stato trattato con UDCA (15-30 mg/kg/die). I due gruppi sono stati appaiati per quanto riguarda le cause e la gravità della colestasi. Il gruppo trattato UDCA ha avuto un esito peggiore (P <0,001) e più complicazioni (P <0,001). Il 73,1% (n = 221) ha raggiunto la guarigione senza UDCA rispetto al 45,8% (= 165) di quelli trattati con UDCA (P <0,001). Gli autori concludono che nei bambini egiziani con colestasi, l’uso dell’UDCA compromette le possibilità di guarigione ed è associato a più grave morbilità, progressione della malattia e morte. Se confermato in altre casistiche, questi risultati potrebbero fortemente rivedere l’utilizzo di tale farmaco in età pediatrica, che comunque dovrebbe essere sempre impiegato su indicazione dello specialista e con il consenso informato dei genitori.

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