Circa il 44% dei bambini di età inferiore ai 6 anni sarebbe vittima accidentale di intossicazioni da prodotti domestici, come detersivi e detergenti per la casa, o industriali, tra cui combustibili, deodoranti per ambienti e prodotti per il bricolage trovati troppo a portata di mano.
Sono i dati recenti, rilevati a livello nazionale, riportati dai centri antiveleni italiani in occasione del Congresso “Intossicazioni acute in età pediatrica” (1-2 Dicembre 2025),tenutosi all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e patrocinato dalla Società Italiana di Tossicologia (Sitox).
Fare prevenzione è possibile, ricorda la stessa Società, educando genitori e adulti in generale alla messa in pratica di alcune best practice. Un ruolo cruciale in questa azione (in)formativa è svolto dal pediatra.
I dati più recenti
Ogni anno solo il Centro antiveleni pediatrico del Bambino Gesù di Roma, una tra le maggiori strutture di riferimento tra Nord e Sud, conta 600 accessi clinici e tra le 8.000- 10.000 richieste di consulenze telefoniche. La maggior parte di queste si riferiscono a farmaci ingeriti, sia pediatrici sia di altra natura trovati in casa, prodotti domestici, cosmetici, sostanze industriali, fauna e funghi.
Benché in molti casi tali sostanze vengano ingerite, o vi si entri in contatto, in quantità limitate, che spesso non esitano in quadri clinici gravi, non mancano comunque situazioni ad alto rischio, avvertono gli esperti. È il caso per esempio di sostanze caustiche, farmaci lasciati incustoditi, morsi o punture di animali e, più raramente, funghi tossici o sostanze da abuso.
La varietà di situazioni e la complessità dei casi che giungono all’osservazione del Centro Antiveleni richiede la presa in carico da parte di personale altamente formato e competente, pronto a eseguire anche interventi specialistici tempestivi, laddove necessario.
I Centri Antiveleni sono il punto di riferimento a cui rivolgersi “in tempo reale”. Un contatto immediato con queste strutture altamente specialistiche permette spesso di evitare accessi impropri al pronto soccorso, o all’opposto, nei casi più complessi e gravi, di poter intervenire in tempo reale, evitando serie implicazioni e conseguenze.
Fare riferimento al centro più adeguato è dunque fondamentale, ma non sufficiente. Occorre, oltre a sapere gestire l’emergenza, poterla prevenire, tramite una maggiore consapevolezza della problematica e del rischio legate alle sostanze pericolose, anche da parte delle famiglie. Prima azione di prevenzione efficace è, ad esempio, la corretta conservazione dei prodotti potenzialmente nocivi e tossici, fuori dalla portata dei bambini, in luoghi riparati, nascosti, o comunque ubicati in aree non facilmente raggiungibili dai piccoli, banalmente perché troppo alte.
È poi importante sviluppare un’adeguata conoscenza dei rischi domestici correlati a questa serie di prodotti e sostanze, azione che può ridurre in modo significativo gli incidenti. È fondamentale che la rete tra famiglie, territorio, compresi i Pediatri di Libera Scelta, e le strutture sanitarie metta in atto delle strategie e sinergie coordinate e condivise per proteggere i più piccoli.
Un vademecum ad hoc
La Sitox ha stilato nuove regole, nove best practice, accorgimenti e consigli pratici per ridurre la probabilità di intossicazioni in età pediatrica. Facili, preventive e protettive, che attenzionano soprattutto i comportamenti degli adulti e le azioni repentine da mettere in atto in caso di incidente (ingestione di sostanze principalmente).
- Conservare farmaci e prodotti chimici in alto e chiusi: mai in luoghi accessibili ai bambini, evitando contenitori non originali.
- Non assumere farmaci davanti ai bambini che, per loro natura, tendono ad emulare i comportamenti degli adulti.
- Richiudere sempre tappi di sicurezza subito dopo l’uso, senza lasciare prodotti incustoditi sul tavolo o sul pavimento.
- Non chiamare “medicine” le vitamine o altri integratori, perché i bambini potrebbero assimilarli a caramelle.
- Tenere detergenti e cosmetici lontani dalla cucina per evitare confusione con alimenti o bevande.
- Non indurre mai il vomito in caso di ingestione: può essere pericoloso.
- Contattare immediatamente il centro antiveleni anche in caso di dubbio: una valutazione telefonica tempestiva può evitare complicazioni e accessi inutili al pronto soccorso.
- Controllare periodicamente la casa per individuare nuove fonti di rischio (prodotti appena acquistati, oggetti portati da ospiti, materiali per bricolage).
- Evitare l’uso di sostanze profumate o colorate in contenitori attrattivi per i bambini (detergenti a forma di gel colorati, pastiglie luminose eccetera).
Compito del pediatra è istruire, anche nel corso di una normale visita, il genitore sui comportamenti corretti da mantenere verso queste sostanze, con un linguaggio facilmente comprendibile, senza allarmismi, ma con messaggi chiari finalizzati ad aumentare la consapevolezza e la responsabilità del genitore e dell’adulto in generale.


