Numeri importanti di casi di morbillo e rosolia sono stati registrati in Italia nell’ultimo anno, ma sono comunque in netto miglioramento, ridotti della metà rispetto a quelli segnalati nel 2024. Casi che sono monitorati e riferiti dal sistema di sorveglianza del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), dal Reparto Epidemiologia, Biostatistica e Modelli Matematici e dal Laboratorio Nazionale di riferimento per il Morbillo e la Rosolia, con il contributo della rete nazionale di Laboratori Regionali di Riferimento (MoRoNet).
I dati di un anno
Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025 al sistema nazionale di sorveglianza integrata morbillo e rosolia sono stati segnalati 529 casi di morbillo, con una incidenza pari a 9,0 casi per milione di abitanti, di cui 497 confermati in laboratorio, 11 casi probabili e 21 casi possibili. In un terzo con almeno una complicanza. Sulla totalità delle 20 Regioni/PPAA che hanno segnalato casi nel 2025, il 64,7% arriva da sole 5 Regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia), con l’incidenza più elevata in Calabria, pari a 46,4/milione abitanti, seguita dalle Marche con 15,5/milione abitanti), Lazio (13,3/milione), P.A. di Bolzano (13,0/milione) e Sicilia (12,8/milione).
L’età mediana dei casi segnalati è pari a 31 anni, in un range di popolazione fra 0 – 80 anni, di cui il 52,4% fra coloro di età compresa tra 15 e 39 anni, mentre un ulteriore 24,2% si è osservato nella popolazione con 40 anni o più. Tuttavia, l’incidenza più elevata è stata osservata nella fascia pediatrica, in bambini di età 0-4 anni in cui si sono avuti 41,4 casi per milione, e 26 casi segnalati sotto l’anno di età, pari a una incidenza di 69,8 casi per milione.
La vaccinazione
Lo stato vaccinale è noto per 502 dei 529 casi segnalati (94,9%), di cui 440 casi (87,6%) erano non vaccinati al momento del contagio, 42 casi (8,4%) vaccinati con una sola dose, 17 casi (3,4%) vaccinati con due dosi. Per i rimanenti tre casi vaccinati (0,6%) non è noto il numero di dosi ricevute.
Circa un terzo dei casi (31,3%) ha riportato almeno una complicanza, di cui le più frequenti hanno incluso polmonite (11,7%) ed epatite/aumento delle transaminasi (11,5% dei casi totali). A queste si sono aggiunte altre implicazioni riferibili a diarrea, cheratocongiuntivite, insufficienza respiratoria, stomatite, trombocitopenia, laringotracheobronchite, otite. Sono stati infine segnalati quattro casi di encefalite, rispettivamente in tre adulti e in un preadolescente, tutti non vaccinati. Per il 56,3% dei casi è stati necessario, da dati riportati, un ricovero ospedaliero per morbillo e per un ulteriore 13,0% una visita in Pronto Soccorso.
Gli interessati
Tra i casi segnalati, 53 si sono verificati in operatori sanitari, con stato vaccinale noto per 51 di questi sulla totalità. Nello specifico, 39 erano non vaccinati al momento del contagio. Il 58,1% dei casi di morbillo confermati in laboratorio sono stati genotipizzati: 144 sono risultati di genotipo D8 e 145 genotipo B3. Nello stesso periodo si è avuta comunicazione di 2 casi possibili di rosolia rilevati in Campania in un 55enne con stato vaccinale non noto e in Sardegna in un 46enne non vaccinato.
In conclusione
I dati del Bollettino sottolineano che, in Italia, nel 2025 il numero di casi di morbillo è pari a circa la metà di quelli segnalati nel 2024. Tuttavia, sebbene il trend sia in decrescita, i dati indicano che il virus continua a circolare e il principale contesto di trasmissione si conferma quello familiare, seguito da ambienti sanitari e ospedalieri.
Gli esperti ricordano che la vaccinazione è l’unico strumento efficace per proteggersi dal morbillo e dalle sue complicanze: due dosi conferiscono una protezione di circa il 97%. Per prevenire la diffusione del virus e dei focolai, è tuttavia necessario raggiungere una copertura almeno del 95% con due dosi a tutti i livelli subnazionali. In Italia, invece, la copertura per due dosi nei bambini di 5-6 anni di età è pari all’84,8% (dati 2023) e nessuna Regione ha raggiunto la copertura efficace e massima auspicata (95%).
I dati fanno infine rilevare che il virus è circolante soprattutto tra giovani adulti non vaccinati per la seconda dose. Oltre a rafforzare la vaccinazione pediatrica di routine è, dunque, fondamentale recuperare la copertura in adolescenti e adulti e assicurare che anche gli operatori sanitari suscettibili siano vaccinati, tutelando sé stessi e i pazienti più fragili. Ruolo fondamentale per favorire la vaccinazione nelle fasce giovani della popolazione è attributo al pediatra che può e ha il compito di incentivare la somministrazione vaccinale, chiarando gli efficaci benefici.
Un’ultima raccomandazione
Prima dei viaggi internazionali, è importante verificare il proprio stato vaccinale e la profilassi richiesta dal paese di destinazione. Ricordando ad esempio che il morbillo fa registrare casi in crescita Usa, specie in South Carolina dove i contagi sono arrivati a 558 e in Messico con, nel 2025, 6.427 registrati in totale. Tanto che la Paho, l’Organizzazione panamericana della sanità che fa capo all’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha deciso di rivedere lo status di nazioni “free” o libere dal morbillo dei due Paesi. Al riguardo si terrà un incontro fissato per il 13 aprile 2026.
Fonte:
Bollettino n. 90 (gennaio 2026) (pdf 776 Kb) di Morbillo & Rosolia News
ISS: Morbillo & Rosolia News.


