Ci sarebbe una potenziale relazione fra l’attività fisica praticata in adolescenza dalle ragazze, un periodo critico per lo sviluppo del seno, e la comparsa dei marcatori che potrebbero condizionare il controllo o l’aumento del rischio di insorgenza di tumore al seno, influenzandone i percorsi biologici. È quanto suggerisce un nuovo studio (“Recreational physical activity and biomarkers of breast cancer risk in a cohort of adolescent girls”) della Mailman School of Public Health della Columbia University e dell’Herbert Irving Comprehensive Cancer Center (HICCC), recentemente pubblicato su Breast Cancer Research.
Una nuova (cor)relazione
L’attività fisica ricreativa sembra essere associata alla composizione del tessuto mammario e ai biomarcatori dello stress nelle adolescenti: un binomio che, se confermato da ulteriori studi di ricerca, potrebbe aprire a una nuova visione e approccio preventivo e protettivo del tumore del seno, che sta registrando dati in crescita anche nelle fasce di popolazione più giovani.
Le evidenze di questa relazione sono già concrete per le donne adulte in cui livelli più elevati di attività fisica ricreativa (RPA) sono costantemente associati a un minor rischio di cancro al seno, con probabilità di insorgenza ridotte di circa il 20% tra le donne più attive rispetto a quelle meno attive, secondo i più recenti studi di letteratura. I meccanismi biologici alla base di questa associazione, in particolare nelle prime fasi della vita, allo stato attuale restano ancora poco studiati, noti e compresi.
Questo nuovo studio fornisce alcune prime prove che riportano a conclusioni simili a quelle per la popolazione femminile adulta: l’RPA sembra correlare alla composizione del tessuto mammario e ai biomarcatori riferiti allo stress anche nelle adolescenti. Diversi dati di ricerca, tra cui uno studio americano (“Multilevel Stressors and Systemic and Tumor Immunity in Black and White Women With Breast Cancer”) pubblicato su JAMA Network Open, fanno emergere il ruolo dello stress nel tumore al seno come uno dei fattori trigger dell’alterazione del funzionamento del sistema immunitario, generando le condizioni ideali per la proliferazione delle cellule tumorali.
Lo studio
L’attenzione dei ricercatori si è incentrata in particolare su tre biomarcatori del tumore del seno (composizione del tessuto mammario (BTC), stress ossidativo e infiammazione) valutandone ruolo e impatto in una popolazione di giovani adolescenti: 191 ragazze nere/afroamericane e ispaniche (dominicane) di età compresa tra 11 e 20 anni. Tutte sono state valutate in relazione al numero di ore di attività fisica ricreativa organizzata e non organizzata praticata nell’ultima settimana prima dello studio e, quindi, suddivise in tre gruppi: nessuna, < 2 ore e ≥ 2 ore.
Inoltre le giovani sono state sottoposte a un’indagine con spettroscopia ottica utile a misurare il BTC, in particolare i cromofori correlati positivamente, cioè con una percentuale di contenuto di acqua e percentuale di contenuto di collagene, o negativamente differenziandosi per la presenza percentuale di contenuto lipidico, con la densità mammaria mammografica. Un fattore predittivo chiave del rischio di cancro al seno. Tale indagine è stata accompagnata anche dalla misurazione dele concentrazioni urinarie di 15-F2t-isoprostano, un marcatore sensibile e specifico dello stress ossidativo, e di biomarcatori ematici di infiammazione, tra cui TNF-α, IL-6 e proteina C-reattiva ad alta sensibilità. Sono stati usati modelli di regressione lineare multivariata per esaminare le associazioni, aggiustati per età, razza, etnia e percentuale di grasso corporeo.
I risultati
Dalle interviste è emerso che 51% delle ragazze adolescenti non aveva partecipato ad alcun tipo di attività fisica durante la settimana precedente; il 73% a nessuna attività organizzate e il 66% ad attività non organizzate. Le ragazze che avevano praticato ≥ 2 ore di RPA organizzata nell’ultima settimana, rispetto a nessuna, presentavano una percentuale inferiore di contenuto di acqua nel seno (β: -0,41, IC 95%: -0,77, -0,05) e questa associazione non è stata modificata dalla percentuale di grasso corporeo, così come concentrazioni urinarie inferiori di 15-F2t-isoprostano (β: -0,50, IC 95%: -0,95, -0,05). Invece è stata osservata un’associazione tra concentrazioni urinarie più elevate di 15-F2t-isoprostano e una percentuale più elevata di contenuto di collagene nel seno (β: 0,15, IC 95%: 0,00, 0,31). L’RPA non è stata associata ai biomarcatori infiammatori misurati i quali non sono stati associati al BTC neppure dopo l’aggiustamento per la percentuale di grasso corporeo.
In conclusione
I risultati supportano l’associazione tra RPA e BTC e stress ossidativo nelle ragazze adolescenti, indipendentemente dal grasso corporeo. Dati preliminari interessanti che tuttavia richiedono ulteriori ricerche longitudinali per comprendere le implicazioni sul rischio successivo di cancro al seno.
Fonti:
- Kehm RD, Lilge L, Wlater EJ et al. Breast Cancer Research: “Recreational physical activity and biomarkers of breast cancer risk in a cohort of adolescent girls”. Breast Cancer Reserach, 2026. DOI: 10.1186/s13058-025-02216-1
- Harris AR, Pichardo CM, Franklin J et al. Multilevel Stressors and Systemic and Tumor Immunity in Black and White Women With Breast Cancer. JAMA Network Open, 2025. Doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.59754


