Su 7 milioni di persone che soffrono di ipoacusia in Italia (12,4% della popolazione), circa 112 mila (1,6%) sono under 14 e 300 mila (4,4%) sono giovani under 24 (fonte: Eurotrak 2025). Proprio sulla salute uditiva di bambini e adolescenti si concentra l’attenzione dell’OMS in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito 2026 (3 marzo). Per garantire interventi tempestivi e inclusivi, è fondamentale una stretta collaborazione tra scuola, territorio e sistema sanitario.
L’importanza dell’innovazione tecnologica
«Oggi la tecnologia per la diagnosi e la riabilitazione uditiva è disponibile ed è sempre più avanzata: la vera sfida è fare in modo che possa raggiungere tutti i bambini nei tempi giusti e accompagnarli lungo l’intero percorso di crescita – ha commentato Sandro Lombardi, presidente dell’Associazione nazionale dei fabbricanti di audioprotesi (Anifa), che fa parte di Confindustria Dispositivi Medici – L’innovazione nei dispositivi medici per l’udito è decisiva proprio perché interviene in tutte le fasi della presa in carico: anticipa l’accesso, grazie a diagnosi sempre più precoci e accurate, lo allarga portando le soluzioni anche nei territori più periferici attraverso strumenti portatili e teleaudiologia, lo semplifica con dispositivi meno invasivi e sempre più personalizzati e lo rende continuo, creando un collegamento reale tra ospedale, territorio e scuola».
Necessario aggiornamento periodico dei LEA
Secondo quanto riportato dai dati EuroTrak 2025, il 96% degli utilizzatori di apparecchi acustici dichiara un miglioramento della qualità della vita e il 67% avrebbe voluto intervenire prima. Anticipare l’accesso, dunque, può davvero cambiare le opportunità future.
«In Italia lo screening neonatale rappresenta una grande conquista, ma le principali disuguaglianze emergono spesso dopo la diagnosi, nei tempi di presa in carico, nella continuità dei percorsi riabilitativi e nel supporto alle famiglie. Non si tratta di un limite tecnologico, ma di fattori organizzativi: burocrazia, modelli di rimborso non sempre aggiornati, carenza di personale formato e differenze territoriali nelle modalità di procurement. Per questo è fondamentale un aggiornamento periodico dei LEA, che consenta di liberare risorse da tecnologie ormai superate e di garantire l’accesso alle soluzioni più innovative e appropriate» ha aggiunto Lombardi.
Occorre dunque una maggiore sensibilizzazione sul tema della salute uditiva, in aggiunta a percorsi di cura chiari e multidisciplinari, che vedano una cooperazione tra medico, audioprotesista e tecnologia. Solo grazie all’innovazione è possibile non solo curare meglio, ma far arrivare le cure a tutti.


