Eugenio Mercuri, direttore del Dipartimento di Scienze delle Salute della donna e del bambino della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e ordinario di Neuropsichiatria infantile nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha ricevuto il Premio di “Teoria e tecnica della medicina” nell’ambito della Neuropsichiatria infantile, istituito dalla Fondazione Nicola Irti per le opere di carità e di cultura.

La Commissione giudicatrice, presieduta dal professor Eugenio Gaudio e composta dai professori Carlo Della Rocca, Vincenzo Di Lazzaro, Vincenzo Leuzzi, Stefano Marini, Carlo Patrono e Antonio Persico, ha deciso all’unanimità di assegnare il riconoscimento al professore con questa motivazione «Per il livello altissimo dell’attività scientifica nell’ambito dell’atrofia muscolare spinale e della distrofia muscolare di Duchenne e per l’importante ricerca traslazionale che ha portato allo sviluppo di terapie geniche estremamente efficaci e innovative».

«Ricevo questo premio con profonda gratitudine, pensando soprattutto ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie che ogni giorno incontriamo nel nostro lavoro – ha dichiarato il professore – La ricerca e la cura devono procedere insieme: la conoscenza scientifica ha valore quando diventa ascolto, accompagnamento e sostegno concreto nei percorsi di crescita e nelle difficoltà. Questo riconoscimento è anche un tributo al lavoro condiviso con tanti colleghi e alla fiducia delle famiglie con le quali costruiamo un presente e un futuro all’altezza dei sogni dei nostri bambini e ragazzi».

«Il conferimento del Premio Irti al professor Mercuri rappresenta un importante riconoscimento del suo straordinario contributo alla ricerca e alla clinica – ha dichiarato Daniele Piacentini, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – Questo premio valorizza un percorso professionale caratterizzato da competenza, dedizione e visione scientifica».

«La ricerca in ambito neuromuscolare condotta dal professor Mercuri rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale – ha commentato la professoressa Stefania Boccia, vicedirettrice dell’Ospedale – Il suo lavoro ha contribuito in modo decisivo a migliorare la comprensione delle malattie neuromuscolari e a sviluppare strumenti diagnostici e percorsi di cura sempre più efficaci, con un impatto concreto sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie».

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