Potrebbe cambiare l’approccio diagnostico-terapeutico alla displasia broncopolmonare (BPD), nota anche come malattia polmonare cronica del prematuro. Fino allo stato attuale orfana di prevenzione e terapie efficaci, oggi nuove tecniche e strumenti stanno permettendo di identificare fra i neonati coloro in cui la patologia potrebbe evolvere verso forme più gravi della malattia e alcune caratteristiche specifiche. Una opportunità per prevenire nel neonato fin dai primi giorni di vita il rischio di un danno polmonare importante. È quanto emerge da uno studio (“Lung aeration and gas exchange in preterm infants developing moderate-to-severe bronchopulmonary dysplasia: a multicentre prospective study from the PATH-BPD cohort”), con partecipazione anche italiana, pubblicato su Lancet Regional Health Europe.
Lo strumento
L’ecografia polmonare è il mezzo che, secondo un recente studio internazionale di centri spagnoli, francesi e italiani, può consentire in maniera selettiva di discriminare i prematuri esposti ad andare incontro a BPD grave. Lo studio ha preso in considerazione quasi 250 estremi prematuri, come peso medio 940 grammi. Il test ecografico in coloro destinati a un’evoluzione severa della malattia ha mostrato un’aerazione polmonare all’ecografia polmonare in costante peggioramento nel tempo e parametri di ossigenazione alterati fin dal decimo giorno di vita.
Il valore aggiunto è la metodica di indagine, l’ecografia polmonare, che consente di misurare i parametri necessari al letto del neonato, in forma non invasiva, effettuando una diagnosi predittiva dei casi a rischio di evolvere in severità.
Nello specifico, lo studio prospettico, multicentrico, di coorte, ha arruolato neonati pretermine (≤30 settimane di gestazione) valutati a 10, 21 e 28 giorni (D) di vita e a 34 e 36 settimane (W) di età post-mestruale, con la minima ventilazione invasiva possibile. L’aerazione polmonare è stata valutata mediante ecografia polmonare quantitativa. La pulsossimetria e le misurazioni transcutanee dei gas ematici sono state utilizzate per calcolare i rapporti SpO2/FiO2 e PtcO2/FiO2. La msBPD (metastatica) è stata definita utilizzando le definizioni NIH-2001, NICHD-2018 e Jensen. Dei 347 neonati studiati, 80, 79 e 89 presentavano rispettivamente msBPD, utilizzando le tre definizioni. L’aerazione e l’ossigenazione polmonare erano sempre peggiori, a partire dal giorno 10, nei pazienti con msBPD rispetto a quelli senza. La differenza nell’aerazione polmonare (β compreso tra +0,009 (IC 95%: 0; 0,01) e +0,012 (IC 95%: 0,01; 0,02), a seconda della definizione utilizzata, p < 0,001) e nell’anidride carbonica (β compreso tra +0,01 (IC 95%: 0; 0,02) e +0,014 (IC 95%: 0,01; 0,02), a seconda della definizione utilizzata, p < 0,001) tra i pazienti con e senza msBPD è aumentata nel tempo. I risultati sono stati simili indipendentemente dalla definizione di BPD.
In sintesi, la maggiore capacità discriminatoria è stata ottenuta dall’evoluzione dell’aerazione polmonare (β(t) = 0,227 (IC 95%: 0,152, 0,302), p < 0,001) con un picco a 26 giorni; ciò porta a ritenere che i pazienti che sviluppano displasia broncopolmonare metastatica (msBPD) associano a fenotipi fisiopatologici precoci e tipici, indipendentemente dalla definizione di displasia broncopolmonare (BPD) utilizzata ed evidenziano in parallelo momenti critici nello sviluppo della msBPD che non sono rilevabili dalle definizioni di BPD attualmente disponibili.
L’attuale approccio alla BDP
Oggi due farmaci (IGF1 e r-hu-SPD) sono in fase avanzata di sperimentazione clinica presso centri francesi e presso la neonatologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Inoltre è in corso anche uno studio di fase I con vescicole extra-cellulari, che rappresenta una forma terapeutica ancora più innovativa per la prevenzione della BPD messa a punto presso la Torre della Ricerca Pediatrica “Città della Speranza” di Padova. Gli sforzi della ricerca sono quindi diretti verso un trattamento il più precoce e personalizzato possibile della BPD, con lo scopo di migliorarne la prognosi a lungo termine.
Gli esperti sottolineano che il lavoro appena pubblicato e in corso fra i varai centri europei, che ha l’obiettivo di arrivare a identificare un fenotipo della BPD severa, apre la strada a una neonatologia personalizzata, permettendo di impostare terapie potenzialmente valide e risolutive ad personam, con particolare attenzione ai pazienti più gravemente malati.
Fonte:
- De Luca D, Bonadies L, Neri C et al. Lung aeration and gas exchange in preterm infants developing moderate-to-severe bronchopulmonary dysplasia: a multicentre prospective study from the PATH-BPD cohort. Lancet Regional Health Europe, 2026, Vol. 63, 101584.


