Bisogni di cure mediche, intese come visite e trattamenti, ancora insoddisfatti per il 3,2% dei bambini europei di età pari o inferiore a 16 anni (dato in lieve miglioramento rispetto al 3,6% del 2021). Più elevata la mancata persa in carico di problemi e cure odontoiatriche, con punte del 4,0%, in miglioramento comunque anch’esso rispetto al 4,4% del 2021. In Italia, i numeri sono ancora inferiori: il 2,6% di piccoli in età pediatrica non riceve le attenzioni sanitarie adeguate, in aumento rispetto all’1,9% del 2021.
Lo rileva una recente indagine di Eurostat. Occorre ricordare, in ogni caso, che esistono forti divergenze, anche in Europa, fra bambini che vivono in condizioni a medio-alto reddito e coloro che sono in povertà o difficoltà economiche. Le condizioni sociali, di istruzione ed economiche rappresentano pertanto un forte determinante in tema di salute.
I dati al 2024
Merita attenzione la percentuale elevata, pari complessivamente al 3,2% di bambini, che in Europa non riceve ancora la giusta assistenza medica. Anche in contesti ritenuti avanzati. A livello nazionale, le percentuali più elevate di bisogni di insoddisfatti riguardano Finlandia (9,4%), seguita da Francia (5,7%) e Irlanda (5,0%). Meglio l’Italia, come detto, con dati del 2,6%, ma preoccupanti se proporzionati e confrontati all’1,9% del 2021. Percentuali più basse sono state registrate da Croazia e Malta (entrambe 0,1%) e Cipro (0,6%).
Sul fronte opposto, la migliore è la Croazia che ha registrato il livello più basso (0,2%), davanti a Malta (0,5%) e Lussemburgo (1,0%). Quindi, in generale, è possibile dire che al 2024, quasi tutti i bambini sotto i 16 anni nell’Unione europea (UE), con un dato stimato al 96%, godono di una molto buona o buona salute generale, variabile da valori più contenuti in Portogallo (92,3%) a livelli prossimi alla totalità in Grecia (98,9%), mentre in oltre due terzi degli Stati membri, almeno il 95% dei bambini gode di una buona salute percepita.
L’impatto della condizione economica
Lo scenario muta sensibilmente laddove esista l’influenza e la pressione di specifici fattori: il reddito familiare, quindi il potenziale rischio di povertà, la struttura del nucleo familiare, più o meno numerosa, dove famiglie monoadulte costituiscono un’importante criticità. Tutti aspetti che hanno un ruolo determinante nel diminuire l’accesso alle cure mediche e dentistiche. Nella maggior parte dei Paesi europei la differenza è evidente, con divari particolarmente ampi in alcuni contesti nazionali. Solo in pochi casi, come in Grecia e Svezia, il quadro risulta invertito.
Nel 2024, poco meno del 5% dei bambini nell’UE presenta una disabilità nella maggior parte dei casi moderata, che limita le attività quotidiane, a fronte di una quota più ridotta classificata come grave. Anche in questo ambito, le differenze tra Paesi sono marcate, così come l’influenza delle condizioni economiche familiari. Ad esempio i bambini che vivono in famiglie con redditi più bassi risultano più frequentemente interessati da disabilità moderate o gravi rispetto ai coetanei provenienti da famiglie con redditi più elevati. L’incidenza cresce inoltre con l’età, raggiungendo il valore più alto tra i ragazzi dai 10 ai 15 anni.
La salute dentale
L’ambito odontoiatrico resta uno dei settori di salute e cura da sempre più trascurati in caso di difficoltà economiche, in funzione degli elevati costi delle terapie e degli interventi. In questo comparto, infatti, le disuguaglianze emergono con ancora maggiore evidenza: oltre il 4% dei bambini nell’UE non ha potuto accedere nel 2024 a visite o trattamenti odontoiatrici necessari. In alcuni Paesi le percentuali risultano particolarmente elevate. La Spagna ha raggiunge la quota più alta (7,5%), seguita da Finlandia (6,8%) e Francia (6,2%).


