Patto di intesa fra FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) e Terre des Hommes per un importante obiettivo: proteggere i bambini da ogni forma di violenza, psicologica, fisica, culturale, sociale, razziale, unendo la sinergia di due competenze, sinergiche e complementari: la forza, l’impegno, la vocazione umanitaria di una Fondazione di respiro internazionale, come Terre des Hommes, e l’expertise sanitaria e clinica degli infermieri di FNOPI.
L’alleanza prevede che insieme adempiano alla realizzazione e promozione di attività di formazione, di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sulle forme di maltrattamento e discriminazione nei confronti dei più piccoli. Diffondendo, quindi, una nuova cultura del rispetto, dell’inclusione, della tutela. Un accordo che sottolinea la rilevanza che queste due realtà hanno per il territorio, per le famiglie e i bambini.
Il senso dell’accordo per FNOPI
La condivisione di questo patto intende dare un segnale forte, essere promulgatore di valori fondanti e del codice deontologico che muovono le professioni infermieristiche, dedite al malato, compresi i bisogni dei piccoli, nel rispetto di un impegno etico verso la società. Tale accordo è risposta concreta alle critiche fragilità che vivono oggi infanzia e adolescenza: la sinergia FNOPI-Terre des Homme permette, infatti, di costruire percorsi operativi efficaci e necessari.
«Questa collaborazione giunge in un passaggio cruciale – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – in coincidenza con l’approvazione dei percorsi specialistici, rappresentando un ulteriore elemento qualificante delle professioni infermieristiche che scegliamo di mettere a disposizione dei pazienti più fragili e di chiunque sia in grave disagio. La forza della nostra professione risiede nella capillarità; in Italia gli infermieri sono ovunque, negli ospedali o strutture sanitarie, sul territorio, entrando quotidianamente nelle famiglie e operando all’interno delle Case di comunità. Questa presenza diffusa e costante ci permette di meglio intercettare e più precocemente i bisogni inespressi di un nucleo familiare, ad esempio, agendo come primo presidio di cura e protezione. Lavorare insieme a Terre des Hommes significa dunque trasformare la nostra vicinanza, quella degli infermieri ai cittadini, in una rete di salvaguardia attiva (anche) per i minori e le loro famiglie».
Il significato per Terre des Hommes
La Fondazione trova in FNOPI un alleato per promuovere la cultura della protezione dei bambini, facendo leva e conto sul ruolo chiave che gli infermieri possono rivestire. L’intesa permetterà quindi di ampliare il raggio di azione di Terre des Hommes, condividendo iniziative di sensibilizzazione e formazione, dedicate a bambini e bambine, soprattutto in tenera età, quando mancano gli strumenti per difendersi da forme di violenza. «Proteggerli spetta a noi e a tutti coloro che, come infermieri, medici ed educatori – aggiunge Donatella Vergari, presidente di Terre des Hommes Italia – sono chiamati a sostenerli nella crescita e nella cura».
Il valore del protocollo di intesa
La firma del protocollo tra FNOPI e Terre des Hommes rappresenta un importante esempio di sinergia fondata su principi solidi e condivisi, sia di tipo culturale sia di tipo scientifico. Ne è stato esempio l’iniziativa “Non scuoterlo”, una campagna di sensibilizzazione al contrasto della Sindrome del Bambino scosso, una grave forma di trauma cranico infantile causata dallo scuotimento violento di un neonato o bambino piccolo con possibili conseguenze gravissime e invalidanti, scesa in piazza l’11 e il 12 Aprile in occasione della Giornata dedicata a questa sindrome.
Queste azioni riconoscono il valore nella prevenzione primaria, intenzionale, strutturata e capillare, come strategia efficace che deve essere capace di raggiungere attivamente le famiglie, senza attendere che siano le stesse a intercettare i servizi. «Un’azione multilivello – conclude Valentina Vanzi, presidente della Commissione d’albo per Infermieri Pediatrici della FNOPI – che deve coinvolgere non solo i professionisti sanitari, ma anche la comunità nel suo insieme, dai caregiver ai cittadini, per promuovere consapevolezza e protezione dei più piccoli». E naturalmente i pediatri, fra le prime sentinelle del disagio dei piccoli.


