Allattamento al seno: esclusivo per il 71% dei neonati alla nascita, ma il sostegno resta decisivo dopo la dimissione
In occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento (1-7 ottobre), la Società Italiana di Neonatologia (SIN) richiama l’attenzione sull’importanza del supporto professionale e organizzativo all’allattamento materno lungo tutto il percorso nascita.
In Italia il 71% dei neonati sani e a termine viene allattato esclusivamente al seno nei primi giorni di vita. I dati, tuttavia, mostrano un progressivo calo nei mesi successivi: la quota scende al 48% a 2-3 mesi e al 39% a 4-5 mesi. Permangono, inoltre, rilevanti differenze territoriali, con tassi più elevati nelle regioni del Centro-Nord rispetto al Sud e alle Isole.
Secondo la SIN, questi numeri confermano come la promozione dell’allattamento non possa limitarsi al periodo ospedaliero, ma richieda una rete assistenziale in grado di accompagnare le famiglie anche dopo la dimissione. L’avvio e il mantenimento dell’allattamento, infatti, dipendono non solo dalla motivazione materna, ma anche dall’adozione di pratiche assistenziali efficaci e da un adeguato sostegno professionale.
Il progetto PAA
Per rafforzare la cultura dell’allattamento nei reparti di Neonatologia e Ostetricia, nel 2023 la SIN ha avviato il Progetto Policy Aziendale per l’Allattamento (PAA), finalizzato a promuovere modelli organizzativi orientati alla protezione e al sostegno dell’allattamento materno.
Ad oggi hanno aderito al progetto 115 Punti Nascita distribuiti sul territorio nazionale e 65 strutture hanno ottenuto l’accreditamento come “Punti Nascita per l’allattamento”, avendo raggiunto specifici obiettivi organizzativi e assistenziali. Tra questi figurano l’adozione di una policy aziendale dedicata, la costituzione di gruppi di lavoro multidisciplinari, la diffusione del rooming-in per almeno 20 ore al giorno e la promozione del contatto pelle a pelle subito dopo la nascita.
«L’allattamento materno è raccomandato dalle principali organizzazioni internazionali che si occupano di salute, dal Ministero della Salute e dalle società scientifiche d’area perinatale e pediatrica e rappresenta un investimento per la salute della diade madre-neonato, con ricadute positive non solo sul piano clinico, ma anche sotto il profilo sociale e ambientale ed economico – ha dichiarato Massimo Agosti, presidente SIN – La consapevolezza dei benefici dell’allattamento, da sola non basta perché una madre riesca ad allattare. È necessario che possa contare su un sostegno concreto e continuativo: da parte della famiglia, ma anche, e in modo determinante, da parte dei professionisti e dei servizi sanitari».
Un nuovo Position Statement sul tema
Con l’obiettivo di fornire un riferimento aggiornato agli operatori sanitari, la SIN ha realizzato insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP) e all’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) il nuovo Position Statement 2026 sull’allattamento.
Il documento punta da un lato a favorire consulenze professionali competenti e personalizzate per affrontare le difficoltà che le madri incontrano più frequentemente durante l’allattamento; dall’altro a fare chiarezza sul tema delle controindicazioni, ricordando come le reali condizioni che impediscono l’allattamento siano rare, mentre risultano molto più diffuse le difficoltà pratiche e le barriere organizzative o culturali, spesso confuse con controindicazioni vere e proprie.
«Proprio su questo tema, uno studio recente mostra come il fenomeno dei malintesi e delle fake news sull’allattamento sia in riduzione nelle nuove generazioni; la generazione Z, infatti, risulta meglio informata rispetto a quella X – ha commentato Riccardo Davanzo della Commissione Allattamento & BLUD della SIN (COMASIN) . Questa differenza potrebbe essere dovuta alla facilità di recuperare informazioni dal web, ma anche ad una capacità a discriminarne la bontà»
Neonatologia e TIN
Tra i messaggi centrali del Position Statement vi è la necessità di rafforzare l’adozione di pratiche assistenziali che facilitino l’allattamento, come il contatto pelle a pelle, il rooming-in prolungato e il libero accesso del partner o del caregiver. Particolare attenzione viene riservata ai neonati pretermine e ricoverati nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN), per i quali il latte materno rappresenta la scelta nutrizionale privilegiata.
«Dato che il latte materno rappresenta il nutrimento di prima scelta anche per il neonato pretermine, nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN) e nei reparti di Pediatria vanno maggiormente diffusi e applicati i protocolli di sostegno all’avvio, al mantenimento e alla tutela dell’allattamento al seno e dell’uso del latte materno o, in alternativa, del latte umano donato – ha aggiunto Davanzo – In particolare in TIN è indispensabile per la relazione madre-neonato e per il miglior sviluppo complessivo la presenza attiva dei genitori come veri e propri partner di cura, in un’ottica di Family Centered Integrated Care e di Zero Separation, utilizzando momenti intimi di incontro genitori-neonato, come la Kangaroo Care”.
Dalla sensibilizzazione alle iniziative concrete
L’impegno della SIN nella promozione dell’allattamento sarà al centro anche di alcune iniziative in programma nelle prossime settimane. Tra queste, il progetto fotografico “Nutrire. Unire.”, nato presso la Neonatologia dell’IRCCS Policlinico San Martino di Genova, che attraverso le immagini racconta l’universalità dell’allattamento come esperienza capace di superare differenze culturali, linguistiche e sociali.
In occasione del XXXII Congresso Nazionale SIN verrà inoltre allestito “Baby SIN”, uno spazio dedicato alle mamme che allattano e ai genitori con neonati o lattanti, dotato di aree riservate per l’allattamento, la spremitura e la conservazione del latte materno.
«Il latte materno è un alimento unico, capace di offrire benefici immediati e a lungo termine al neonato. Rappresenta una difesa cruciale contro le infezioni e nel medio e lungo periodo svolge una potente azione preventiva contro importanti patologie come sovrappeso, obesità e cardiopatia ischemica. Questa protezione, attiva fin dai primissimi giorni di vita, pone le basi per salvaguardare la salute del futuro adulto e per questo dobbiamo continuare ad investire in percorsi che valorizzino e tutelino l’allattamento materno fin dalla nascita» ha concluso Agosti.


