L’allattamento al seno può influenzare il buon sonno, aumentandone almeno la quantità nei piccoli a un anno di età. Sono le evidenze di un recente studio giapponese (“Breastfeeding and children’s sleep duration at 1 year of age: A nationwide birth cohort – The Japan Environment and Children’s Study“), dell’Università di Toyama, che ha messo a confronto un’ampia coorte di bambini di cui una parte allattati al seno e una parte con latte artificiale, anche per smentire la convinzione diffusa tra genitori e operatori sanitari secondo cui neonati allattati naturalmente dormano meno o necessitino di poppate più frequenti rispetto a coloro alimentati con il biberon. Il presente studio ribalterebbe questo assioma.
Le raccomandazioni dell’OMS
Un allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita, per promuovere importanti benefici per la salute dei piccoli, tra cui la protezione dalle infezioni e il supporto a un sano sviluppo a lungo termine: è questa la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. A questo si aggiungerebbe un ulteriore tassello, in termini di qualità di vita, che mette l’accento sul ruolo e il valore del sonno.
L’allattamento al seno potenzierebbe, infatti, la durata del riposo: un dato non trascurabile, stante che ampi studi di letteratura confermano come la breve durata del sonno durante l’infanzia possa correlarsi con la crescita a obesità, problemi comportamentali e prestazioni cognitive inferiori in età adulta. Pertanto, la tutela di un sonno adeguato durante questo periodo è cruciale per favorire un sano sviluppo fisico e psicologico.
Lo studio, oltre al valore clinico in quanto tale, sottende l’intento di volere educare e acculturare genitori e sanitari, con prove scientifiche, sulle ricadute del sonno proprio in alcune delle sfere più critiche per l’individuo. Infatti, sebbene sia noto che i neonati sviluppino gradualmente periodi di sonno più lunghi e consolidati, alcuni operatori sanitari scelgono l’allattamento artificiale anche per preoccupazioni relative al sonno del bambino. Pertanto per meglio comprendere la relazione tra alimentazione e sonno nei neonati, ricercatori giapponesi hanno analizzato i dati del Japan Environment and Children’s Study (JECS), uno dei più grandi studi di coorte sulla nascita al mondo.
Lo studio
Di vasta portata, lo studio, pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition ha esaminato 82.918 coppie madre-bambino per definire se la modalità di alimentazione durante i primi sei mesi di vita dei piccoli fossero associate alla durata del sonno a un anno di età.
Sono stati pertanto somministrati alle madri questionari a 6 mesi per indagare il tipo di allattamento seguito durante i primi mesi dei bambini, quindi suddivisi in quattro gruppi in base alla scelta nutrizionale:
- al primo gruppo sono stati assegnati neonati allattati esclusivamente con latte artificiale;
- al secondo i piccoli allattati al seno per meno di sei mesi;
- al terzo i neonati allattati al seno per tutti i primi sei mesi, ma con integrazione di anche di latte artificiale;
- al quarto i piccoli allattati esclusivamente al seno per il primo semestre di vita.
Al compimento dell’anno di età del bambino, è stato chiesto ai genitori di compilare un questionario circa la durata del sonno del piccolo e sulla base delle classificazioni del National Sleep Foundation statunitense, sono stati identificati “con sonno insufficiente” i bambini che dormivano meno di 11 ore al giorno.
Lo studio ha fatto rilevare in tutti i gruppi alimentati anche con latte materno una minore probabilità di sonno insufficiente rispetto ai neonati allattati esclusivamente con latte artificiale. In questi ultimi, infatti, le potenzialità di una riduzione del sonno sono state del 12,2%, a fronte di un rischio del 10,2% fra i neonati allattati al seno per meno di 6 mesi, tassi ancora più bassi, del 9,7%, sono stati osservati fra i piccoli allattati al seno per tutti i sei mesi con integrazione di latte artificiale, fino a ridursi all’8,8%, all’età di un anno, in coloro allattati esclusivamente al seno per i primi sei mesi.
Inoltre, dopo aver tenuto conto di una vasta gamma di fattori materni, infantili e ambientali, è emerso in neonati allattati esclusivamente al seno per sei mesi una probabilità inferiore del 23% di avere una durata del sonno ridotta rispetto a quelli alimentati solo con latte artificiale, facendo pertanto rilevare un’associazione graduale, con una maggiore durata dell’allattamento al seno associata a una probabilità progressivamente inferiore di sonno ridotto. I dati sembrano sfatare la convinzione che i bambini allattati al seno dormano meno a causa di una digestione più rapida del latte materno.
Le tesi possibili
I ricercatori hanno anche avanzato alcune spiegazioni a questo fenomeno. Ad esempio mentre la composizione nutrizionale del latte artificiale rimane relativamente costante, quella del latte materno si adatta alle mutevoli esigenze del neonato.
Inoltre, viene chiamata in causa la melatonina e il ruolo che occupa nello stabilire e regolare l’orologio biologico interno del bambino e il ciclo sonno-veglia. Quest’ormone, secreto nel latte materno durante la notte, favorisce l’addormentamento e migliora la qualità del sonno, ma poiché i neonati ne producono solo piccole quantità, quella derivata dal latte materno potrebbe contribuire a supportare lo sviluppo di ritmi del sonno sani.
Il latte materno contiene anche triptofano, un amminoacido utilizzato per produrre melatonina, le cui concentrazioni nel latte materno sono risultate più elevate durante la notte. Non ultimo, sempre più evidenze supportano la relazione dell’asse intestino-cervello: è noto che l’allattamento al seno influenza positivamente lo sviluppo di un microbioma intestinale sano nel neonato, facendo supporre che la diversità nella composizione tra neonati allattati al seno e allattati artificialmente possa influire sullo sviluppo di ritmi sonno-veglia sani e sulla buona qualità del sonno.
Fonte:
- Nakagawa Y, Matsumura K, Tsuchida A et al. Breastfeeding and children’s sleep duration at 1 year of age: A nationwide birth cohort – The Japan Environment and Children’s Study. European Journal of Clinical Nutrition, 2026, 80, pages 476–482. Doi: 10.1038/s41430-026-01718-1.


