Una crescita di circa il 78%: sono le stime dell’impennata del morbillo, che nei primi mesi del 2026 ha già registrato 609 segnalazioni, a fronte delle 342 dello stesso periodo del 2025. Dati che, a caduta, si associano a un sensibile aumento anche dei ricoveri: 49,5% nel 2024, 56,3% nel 2025 fino al picco dei 57,8% nel 2026.
È quanto rileva e comunica la circolare ministeriale “Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative”, firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, a cui seguono, di dovere, nuove raccomandazioni a tutela e contenimento del fenomeno.
Concentrazioni dei casi
L’esplosione del morbillo sembra riguardare in maggior misura le fasce di popolazione giovane-adulta. Nel corso dell’anno il morbillo, malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae), ha interessato persone con età mediana 30 anni, in particolare tra 15 e 39 anni: 345 i casi segnalati. Seguono la fascia 40-64 anni con 124 casi, e in coda i piccolissimi tra 0 e 4 anni, con 98 diagnosi rilevate. Entrando nel dettaglio delle concentrazioni, l’incidenza più elevata è stata osservata proprio nei bambini sotto i 4 anni, con 49,4 casi per milione, seguiti dagli adulti tra 15 e 39 anni, con 22,3 casi per milione.
Le cause dell’aumento dei casi
È stretto il legame tra casi segnalati e stato vaccinale: la mancata vaccinazione risulta il primo e principale fattore di diffusione del virus. Emerge, infatti, che tra le segnalazioni del 2026 in persone con stato vaccinale noto, il 93,3% era a carico di non vaccinati, con una quota particolarmente elevata nella fascia 15-39 anni, pari al 94,7%. Le evidenze suggeriscono pertanto che una possibile criticità della crescita del morbillo correli proprio alla copertura vaccinale insoddisfacente, responsabile del rischio di aumento della circolazione, con maggiore esposizione per i soggetti non immunizzati.
Un ulteriore fattore che incrementa la diffusione si associa al completamento del ciclo vaccinale. La circolare ministeriale rileva che nel 2024 nessuna Regione ha raggiunto la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo: un dato che contrasta con gli standard indicati dall’Oms secondo cui l’elevata trasmissibilità del virus richiede coperture vaccinali superiori al 95% con due dosi, necessarie e funzionali a interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target.
In riferimento alla circolazione, si osserva inoltre una variabilità regionale, con punte importanti rilevate in Campania, in cui nei primi mesi del 2025 e del 2026, le segnalazioni sono passate da 18 a 100, in Calabria con una crescita dai 17 ai 265 casi, nel Lazio in cui l’aumento è salito da 47 a 54 eventi di morbillo e in Toscana con un incremento da 6 a 49 casi.
L’analisi virologica
Le analisi di genotipizzazione evidenzia che la circolazione fa riferimento a due genotipi di cui 58 casi, fra i segnalati, appartenenti al genotipo D8 e 46 al B3. Per entrambi sono state identificate varianti già circolanti nel 2025, cui si sono aggiunte altre due varianti genetiche. In particolare, il genotipo B3 è stato associato ai focolai osservati in Campania e Toscana, mentre il genotipo D8 a quelli che si sono sviluppati in Calabria.
Particolare attenzione va posta agli operatori sanitari, in cui i numeri sono piuttosto rilevanti: 55 casi segnalati tra i 417 soggetti con professione nota, pari al 13,2%, e che rappresentano il 19,2% dei casi adulti con professione nota. Per 45 operatori è disponibile lo stato vaccinale e 40 risultano non vaccinati, pari all’88,9%. Questi numeri, elevati, indicherebbero un importante ruolo nella diffusione del virus del morbillo associata al setting sanitario, compatibile con esposizioni occupazionali in contesti assistenziali caratterizzati da frequenti contatti, soprattutto durante la circolazione attiva del virus.
Le azioni raccomandate
Per contenere la diffusione, il Ministero raccomanda il potenziamento dei sistemi di sorveglianza tramite un’accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la successiva conferma tramite analisi di laboratorio estese sia ai casi sporadici sia ai focolai. Inoltre raccomanda la massima tempestività nella segnalazione del caso sospetto al sistema Premal, entro 24 ore, e nella raccolta dei campioni biologici già al primo contatto.
Sul fronte vaccinale, la circolare suggerisce l’implementazione di azioni di sensibilizzazione e campagne mirate soprattutto per i giovani adulti non vaccinati e per le categorie ad alto rischio, oltre al rafforzamento delle attività di recupero al fine di garantire il completamento della seconda dose. Agli operatori sanitari è strettamente raccomandata la verifica dello stato immunitario, l’offerta attiva della vaccinazione e l’eventuale screening sierologico.
Il Ministero, infine, richiama la necessità di rafforzare la comunicazione del rischio, rivolta sia agli operatori sanitari sia alla popolazione. In questo un ruolo chiave e di primaria importanza hanno i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.


