Una campagna contro il Rotavirus

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di Piercarlo Salari

#unapreoccupazioneinmeno: è questo il titolo della campagna di “disease awareness” sulla gastroenterite da Rotavirus, intrapresa da GSK con il patrocinio FIMP, che si avvale di un sito web (www.unapreoccupazioneinmeno.it), di canali social dedicati (Facebook e YouTube), di una distribuzione di materiale negli studi medici di pediatri e igienisti e di una serie di eventi sul territorio. Lo spunto nasce dal riscontro dell’elevata frequenza con cui i genitori utilizzano i social media e dalla necessità di veicolare corretti messaggi educazionali: un’esigenza, questa, già recepita da FIMP, che ha appositamente predisposto una pagina Facebook dedicata (www.facebook.com/FIMPrevenzione/) e organizza corsi formativi proprio per stimolare i pediatri a informare, a loro volta, i genitori, sensibilizzandoli alla prevenzione.

L’impatto dell’infezione

La presentazione ufficiale della campagna, avvenuta a Milano, che è tra l’altro la prima tappa del suo percorso, è stata anche l’occasione per riflettere su alcuni dati che descrivono l’impatto dell’infezione: 1 caso al minuto, circa 27.000 al mese, più di 400.000 casi ogni anno, con oltre 14mila 14.000 ricoveri, oltre 50mila accessi ai Pronto Soccorso e 8mila infezioni nosocomiali, per una spesa annua di circa 186 milioni di euro.

Il Rotavirus è molto contagioso e si trasmette con grande facilità per via oro-fecale, ma anche attraverso il respiro o il semplice contatto con superfici contaminate, inclusi i giocattoli. Refrattario alle più scrupolose procedure igieniche, prospera nelle strutture ospedaliere e si stima che colpisca almeno una vota tutti i bambini al di sotto dei 5 anni d’età. “L’infezione dura dai quattro agli otto giorni e anche se non si presenta in forma violenta, sono giorni di sofferenze, di pianti, di sintomi spiacevoli: successivamente, a volte, la diarrea può diventare cronica e richiedere l’uso di antibiotici per diverso tempo, debilitando ulteriormente il bambino”, ricorda Giovanni Vitali Rosati, della Rete Vaccini FIMP nella Regione Toscana.

Le infezioni possono essere ricorrenti, in quanto il patogeno non conferisce immunità permanente: tuttavia solo le prime infezioni sono quelle più gravi che richiedono un maggior impegno nella prevenzione. Un discorso a parte meritano poi gli individui “fragili”, per i quali sarà forse approntato in futuro un vaccino dedicato: il Rotavirus, infatti, può comportare rischi anche per un nonno affetto da malattia cronica o un familiare defedato, e la possibilità di intervenire sui più piccoli permette di circoscrivere le possibili ripercussioni dell’infezione sugli adulti.

Efficacia del vaccino

“Il vaccino è costituito da un virus vivo attenuato somministrato per via orale” precisa Vitali Rosati. “Per quanto riguarda la complicanza dell’invaginazione intestinale, l’incidenza di questo disturbo è estremamente rara, 1,9 casi su 100.000 bambini, sempre in soggetti che sono già predisposti, e se diagnosticata precocemente, spesso può essere risolta in pronto soccorso semplicemente con un clisma opaco. Per ridurre al minimo tale remota eventualità sarebbe bene somministrare la prima dose del vaccino ai 42 giorni di vita e la seconda dopo un mese”. La vaccinazione contro il Rotavirus è inserita nel calendario del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e inclusa tra i Livelli Essenziali di Assistenza: è perciò in offerta attiva e gratuita a tutti i bambini a cominciare dalla sesta settimana di vita entro la 24esima o la 32esima, se si tratta rispettivamente del vaccino a due o tre dosi.

 

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