Aerosolterapia: presentato il primo Position paper

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di Piercarlo Salari

“L’aerosolterapia è una metodica terapeutica molto importante per le malattie respiratorie in quanto consente di veicolare i farmaci a elevata concentrazione direttamente all’organo bersaglio, evitando la via sistemica, con il vantaggio di un effetto rapido, di una migliore compliance e di una minore incidenza di effetti collaterali. A patto, però, di essere praticata in maniera corretta e con gli strumenti appropriati, oggi diventati ancor più versatili e avanzati grazie alle innovazioni tecnologiche. Da qui la necessità di una pubblicazione sull’argomento basata sulle evidenze scientifiche”. Questo, illustrato dalle parole di Giorgio Piacentini, Professore Ordinario di Pediatria, Università di Verona, Direttore UOC di Pediatria, AOUI di Verona-Direttore Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università di Verona e Presidente SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili) il razionale del primo Position Paper, presentato a Milano, al XXI Congresso SIAIP  (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), dal titolo “Aerosolterapia in età pediatrica: i benefici, il ruolo del medico per il paziente, gli strumenti, in una corretta terapia inalatoria”.

Il documento, promosso da FederAsma e Allergie Onlus con il contributo non condizionato di Chiesi Italia, è scaricabile dal sito delle Società scientifiche che vi hanno preso parte (www.accademiarinologia.it; www.simri.it; www.siaip.it) ed è diretto, oltre che ai pediatri, a otorinolaringoiatri, allergologi, pneumologi e medici di Medicina generale. “Un pubblico di sanitari, insomma, che si rivolge a una platea di potenziali utenti eterogenea sia per tipologia di malattie sia per assetto anagrafico” osserva Gian Luigi Marseglia, Presidente della Conferenza Permanente delle Scuole di Pediatria, Presidente della SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica) e Direttore Clinica Pediatrica Università di Pavia-Fondazione IRCCS Policlinico “San Matteo” di Pavia. “Proprio per questa ragione è fondamentale conoscere non soltanto i risvolti clinico-applicativi, ma anche i principi basilari dell’aerosolterapia, a partire dalla conoscenza dell’importanza della dimensione delle particelle in funzione del distretto da trattare. Altrettanto indispensabile, in particolare per il pediatra, è poi la dimostrazione di come utilizzare concretamente l’apparecchiatura”.

Nel documento sono riassunte le maggiori evidenze scientifiche che supportano il ricorso ai differenti dispositivi come nebulizzatori, spray (pMDI) e inalatori a polvere secca (DPI), evidenziando benefici e vantaggi nell’impiego per la gestione delle patologie respiratorie. Viene dedicata attenzione anche alla nebulizzazione: “Essa, infatti, funziona indipendentemente dalla capacità di coordinazione del paziente in quanto la nebbia che si genera durante la nebulizzazione facilita un senso di fiducia nel bambino o nel suo genitore sull’effettiva somministrazione del trattamento” precisa Marseglia. “Grazie ai diversi accessori, inoltre, si possono trattare bambini anche molto piccoli”.

In definitiva, nell’immaginario collettivo, l’aerosol è per lo più idealmente associato alla mascherina e al dispositivo a cui è collegata. In realtà sono diversi i dispositivi di aerosolizzazione da utilizzare a seconda della problematica da curare o anche prevenire. In tal senso il position paper colma l’esigenza di un puntuale aggiornamento che stimola al tempo stesso a valutare, caso per caso, l’approccio più idoneo e anche le strategie per ottimizzare aderenza e naturalmente efficacia.

 

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