Pubblicato il rapporto annuale sull’evento nascita in Italia, derivato dalle informazioni fornite dal CeDAP

Nascite in Italia pari a 442.676 nel 2018, con un calo dei numeri che prosegue. Il dato sarebbe conseguente soprattutto al cambiamento della struttura della popolazione femminile per quanto riguarda l’età e anche, in misura minore, per una diminuzione alla propensione ad avere figli. Il tasso di natalità ha una media nazionale pari a 7,3 per mille donne in età fertile, con dati differenti da Regione a Regione, da 5,7 in Sardegna a 10 nella Provincia Autonoma di Trento.

È stato pubblicato dall’Ufficio di Statistica del Ministero della Salute il rapporto annuale, sul tema gravidanze e nascite in Italia, che riporta le informazioni del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP). Si tratta di una rilevazione, istituita nel 2001 dal Ministero della Salute. Fra i diversi dati e numeri riportati, viene riferito che quasi 9 parti su 10 sono avvenuti in Istituti di cura pubblici ed equiparati, poco più di 6 su 10 in strutture con almeno 1.000 parti l’anno (35% dei punti nascita totali) e il 6% in quelle con meno di 500 parti l’anno. Il 21% dei parti era da madri di cittadinanza non italiana, e l’età media era 32,9 anni per le italiane e 30,5 anni per le straniere, con un’età media al primo figlio maggiore di 31 anni per le prime e 28,7 anni per le seconde. Rispetto alle visite ostetriche, in circa l’88% delle gravidanze sono state più di 4, con, rispetto alle italiane, una percentuale maggiore di donne straniere che non si sottopongono ad alcun controllo o che hanno la prima visita più tardi nel corso della gestazione, percentuale più alta per questo ultimo elemento anche nelle donne con scolarità medio bassa. Inoltre, le madri più giovani (meno di 20 anni) hanno un rischio maggiore di controlli tardivi o assenti.

Sul versante cesarei, il tasso nazionale è 32,3%, con una grande variabilità fra strutture (la percentuale maggiore nel privato puro, segue il privato accreditato e la percentuale minore nel pubblico) e fra Regioni; il ricorso al cesareo era inoltre maggiore fra le donne italiane rispetto alle straniere. Circa l’1% dei nati ha un peso inferiore a 1.500 grammi e poco più del 6% fra 1.500 e 2.499 grammi; la natimortalità è di 2,59 ogni 1.000 nati vivi e i casi registrati di malformazioni sono stati 5.641.

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