Comunicato congiunto delle società scientifiche SIN, SIP, SIGO, AGUI, AOGOI E SIAARTI, che esprimono perplessità e chiedono un tavolo tecnico

L’annuncio della riapertura dei punti nascita chiusi nel 2017, avvenuto in occasione dell’assemblea della Regione Emilia-Romagna del 9 marzo scorso, preoccupa le società scientifiche dell’area perinatologica Società Italiana di Neonatologia (SIN), Società Italiana di Pediatria (SIP), Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri (AOGOI) e Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI).

“Mancano attualmente in Emilia-Romagna i medici anestesisti-rianimatori, i ginecologi, gli ostetrici, i neonatologi e i pediatri in grado di coprire adeguatamente i 23 Punti Nascita della regione”, dice il comunicato congiunto. “Piuttosto che discutere su eventuali riaperture, sempre in attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 2010 e come ribadito dalla comunità scientifica dell’area perinatologica bisognerebbe chiudere quei punti nascita attivi con meno di 500 parti l’anno, che non rispettano i parametri e i requisiti indicati a livello nazionale come garanzia di sicurezza delle cure. Non è accettabile né condivisibile accondiscendere alla volontà di partorire ‘vicino casa’, se questa scelta implica il mettere a rischio la salute e il benessere del bambino e della madre”.

I professionisti chiedono prudenza su riaperture in strutture che non hanno i requisiti per garantire sicurezza alla nascita. Durante il travaglio e le prime ore dopo il parto, anche se non frequenti, possono verificarsi eventi sfavorevoli non prevedibili e dunque è “vitale intervenire tempestivamente con risorse organizzative, umane e strumentali adeguate, per scongiurare conseguenze drammatiche altrimenti inevitabili. Come dimostrato da evidenze scientifiche, tale assistenza può essere garantita solo da strutture con un elevato numero di parti, cui corrisponde maggiore esperienza, organizzazione e disponibilità di attrezzature. Del resto la discussione rilanciata in Emilia-Romagna sulla riapertura dei punti nascita chiusi negli scorsi anni per carenze strutturali e normative, sta divenendo molto attuale e si sta estendendo ad altri contesti e a numerose altre regioni italiane, rischiando di produrre ulteriore confusione e disinformazione”.

Le società sono quindi unite nel perseguire la priorità rappresentata dalla salute della diade mamma-bambino: “SIN, SIP, SIGO, AGUI, AOGOI e SIAARTI chiedono la costituzione di un tavolo tecnico per rafforzare e ottimizzare l’attuale rete dei punti nascita, con una sola priorità: la sicurezza e la salute di mamma e neonato”. Una richiesta a firma dei presidenti delle società, rispettivamente Fabio Mosca, Alberto Villani, Antonio Chiantera, Nicola Colacurci, Elsa Viora e Flavia Petrini.

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