Le infezioni ospedaliere colpiscono ancora un neonato prematuro su cinque: pubblicata la nuova Linea Guida della Società Italiana di Neonatologia

Circa il 15-20% dei piccoli nati molto pretermine: questi i numeri delle infezioni ospedaliere, o infezioni a insorgenza tardiva (late onset sepsis) o infezioni correlate all’assistenza. Un rischio, anche mortale, che è rimasto uguale, insieme a quello, per esempio, dell’enterocolite necrotizzante (5-7% dei neonati con età gestazionale < 28 settimane alla nascita, mortale nel 25-30% dei casi), mentre mortalità e morbilità e mortalità di condizioni quali l’insufficienza respiratoria si sono ridotte negli ultimi vent’anni a seguito della profilassi materna steroidea e dell’utilizzo del surfattante esogeno.

Sulle infezioni ospedaliere, seconda causa di morte nei neonati fra le 22 e le 40 settimane di età gestazionale, richiama l’attenzione la Società Italiana di Neonatologia (SIN), in occasione del World Sepsis Day (13 settembre. “La consapevolezza della rilevanza del tema ‘Infezioni Ospedaliere’ in epoca neonatale e al tempo stesso dell’efficacia di strategie e interventi finalizzati alla loro prevenzione”, afferma Fabio Mosca, presidente della SIN, “vede impegnata quotidianamente la Società Italiana di Neonatologia nel promuovere cultura e azioni per ridurre e contenere le conseguenze di questa grave problematica e offrire ai nostri neonati le migliori cure possibili”.

La probabilità di un’infezione ospedaliera in un neonato di meno di 1500 grammi di peso alla nascita è tripla rispetto ai neonati più grandi e la mortalità 3-4 volte maggiore dei non infetti: sono più vulnerabili per l’immaturità del sistema immunitario nei confronti dell’infezione, oltre che il mancato o ridotto passaggio di fattori immunitari protettivi dalla madre al feto nelle ultime settimane di gravidanza; il quadro può quindi evolvere rapidamente verso una sepsi, con evoluzione che può essere drammatica in tempi brevi. Si aggiungono, inoltre, fattori di rischio quali le procedure invasive spesso necessarie durante il ricovero in terapia intensiva, per esempio la ventilazione assistita o la nutrizione con cateteri venosi.

La diffusione di pratiche cliniche efficaci nella prevenzione delle infezioni ospedaliere è stata un obiettivo perseguito dalla SIN negli ultimi anni, e a ottobre, nell’ambito del XXVII Congresso Nazionale, sarà presentata la nuova Linea Guida SIN per la Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere, nata da una collaborazione interdisciplinare, con raccomandazioni sulla base delle prove più recenti per uniformare le procedure e le precauzioni di prevenzione nelle neonatologie italiane: gestione dei cateteri vascolari, prevenzione delle polmoniti da ventilazione, detergenti da utilizzare per il lavaggio delle mani, gestione degli eventi epidemici, uso appropriato degli antibiotici.

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