Una revisione e due articoli hanno valutato l’effetto dell’infezione da SARS-CoV-2 a livello dei reni, con un’attenzione a soggetti con patologie renali

Nei bambini l’infezione da SARS-CoV-2 è usualmente caratterizzata da sintomi lievi. Come negli adulti, è stato tuttavia riportato un coinvolgimento renale nei minori con COVID-19.

La revisione di Campos et al. è stata quindi focalizzata sulla fisiopatologia del danno renale acuto nella sindrome pediatrica infiammatoria multisistemica (SIM) associata a SARS-CoV-2 nonché sugli effetti dell’infezione stessa nei pazienti con precedenti malattie renali. In sintesi, la SIM associata a SARS-CoV-2 è una disfunzione multiorgano con un possibile danno renale acuto per un’infezione diretta delle cellule renali, compresi i podociti (vedi Il Pediatra n.1/21, pag. 21 e segg., A. Ravelli, Sindrome infiammatoria multisistemica e malattia di Kawasaki). Alti livelli di ACE2, che rappresenta il recettore del virus, sono infatti espressi sulla membrana di tali cellule. Viene, inoltre, sottolineato che l’infezione da SARS-CoV-2 può determinare malattie glomerulari e recidive di precedenti malattie renali.

Gli altri due articoli giungono a soluzioni opposte. Lo studio indiano di Krishnasamy et al. ha esaminato retrospettivamente gli esiti dell’infezione da SARS-CoV-2 in bambini con patologia renale cronica (CKD; n = 88 di cui il 50% con sindrome nefrosica [SN]). Diciassette (19,3%) pazienti hanno sviluppato COVID-19 moderato o grave. Le complicanze sistemiche, osservate in 30 soggetti (34,1%), includevano danno renale acuto (AKI: 34,2%), polmonite COVID-19 (15,9%), malattia polmonare non correlata (2,3%) e shock (4,5%). Diciannove (21,6%) hanno avuto complicanze gravi (stadio AKI 2-3, encefalopatia, insufficienza respiratoria, shock). La maggioranza dei pazienti con AKI grave (8/12) ha richiesto la dialisi. Tre pazienti (3,4%) sono deceduti per insufficienza respiratoria. Un’analisi di regressione logistica univariata ha indicato che i pazienti che si presentavano con SN in recidiva o COVID-19 da moderato a grave erano a rischio di AKI. Gli autori concludono che i bambini con CKD e infezione da COVID-19 da moderata a grave o con recidiva della SN sono a rischio di gravi complicanze.

Infine, uno studio israeliano di Weinbrand-Goichberg et al. (197 minori, 63 giovani adulti con CKD, patologia glomerulare trattata con immunosoppressori o trapianto renale) riporta che la funzione renale è rimasta stabile senza necessità di apportare modifiche al trattamento di base durante l’infezione da COVID-19. Questi autori concludono dunque che – a differenza dei pazienti adulti con malattia renale – la malattia da COVID-19 è risultata di lieve entità nella loro coorte.

Sebbene siano necessari ulteriori dati per stabilire i fattori di rischio per il coinvolgimento renale nel COVID-19 pediatrico e l’effetto dell’infezione nei bambini con CKD, sembra comunque prudente un più attento monitoraggio di questi pazienti durante la pandemia.

Campos Y.M. et al., Curr Pediatr Rev. 2021; doi: 10.2174/1573396317666210924121550. Krishnasamy S. et al.; Pediatr Nephrol. 2021; doi: 10.1007/s00467-021-05218-1. Weinbrand-Goichberg J. et al.; J Nephrol. 2021; doi: 10.1007/s40620-021-01171-2.

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