Il Direttore Generale dell’OMS ha confermato che non sarà più classificato come Emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale

Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha confermato che il COVID-19 non sarà più classificato come Emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC, Public Health Emergency of International Concern), dopo la raccomandazione del Comitato di emergenza dell’OMS per il COVID-19.

La revoca dello stato di emergenza “è un segno dei progressi compiuti dei progressi compiuti nell’ultimo anno, che hanno portato la maggior parte dei Paesi a una solida copertura di base, anche grazie al sostegno del COVAX che ha concentrato gli sforzi sui Paesi a basso reddito”, segnala il comunicato stampa di Gavi, the Vaccine Alliance, che coordina COVAX, l’iniziativa globale per un accesso equo ai vaccini COVID-19.

“Dopo oltre tre anni di pandemia, il mondo è pronto a passare alla fase successiva. Ma se da un lato la giornata di oggi segna un traguardo storico, dall’altro dobbiamo essere chiari sulla necessità di continuare a proteggere le nostre persone più vulnerabili, come facciamo per altre malattie mortali ma prevenibili”, ha commentato Seth Berkley, CEO di Gavi. “Circa tre anziani su dieci nei Paesi a basso reddito non hanno ancora ricevuto due dosi, e sappiamo che sono tra coloro che hanno le maggiori probabilità di ammalarsi gravemente o di morire a causa del COVID-19. Durante la pandemia, i Paesi hanno fornito un numero di vaccini mai raggiunto prima nella storia. In presenza di molteplici focolai, di milioni di bambini che non hanno ricevuto le vaccinazioni di routine e della certezza di future pandemie, la domanda urgente è: come possiamo applicare al meglio ciò che abbiamo imparato per raggiungere un numero maggiore di persone con vaccini salvavita come mai prima d’ora?”.

Il comunicato riporta come COVAX abbia consegnato quasi 2 miliardi di dosi a 146 Paesi e dedicato oltre 1,6 miliardi di dollari per aiutare i Paesi a trasformare i vaccini in vaccinazioni e a rafforzare i sistemi sanitari e nell’ultimo anno è stato portato avanti un lavoro (da Gavi e dei suoi partner) per aiutare i Paesi a pianificare questo momento, per passare dallo sforzo per una risposta all’emergenza a quello “personalizzato e specifico per Paese per fornire i vaccini COVID-19 insieme ad altri servizi di routine vitali”.

Nella prossima riunione (giungo 2023) del Consiglio di amministrazione di Gavi sarà discusso “un piano per integrare la somministrazione del vaccino COVID-19 nei programmi di vaccinazione di routine, sviluppato in consultazione con i Paesi e i partner” e recentemente “l’Unione Africana, l’Africa CDC, Gavi, l’OMS, l’UNICEF, i Paesi e altri partner hanno convocato un ‘bilancio globale’ ad Addis Abeba per condividere le riflessioni sul modo migliore per portare avanti questo lavoro”, conclude il comunicato.