Un progetto dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con la Lega Italiana Contro l’Epilessia ha coinvolto 130 istituti scolastici

Una formazione per gestire le crisi epilettiche in classe. Sono 130 gli istituti scolastici di Roma e provincia (60 negli ultimi due anni) che dal 2016 sono stati coinvolti nel progetto ‘La scuola non ha paura delle crisi‘ promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con la Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), con 6.000 insegnanti che sono stati preparati sul tema.

Medici, psicologi, infermieri dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (nella foto Nicola Specchio e Tommaso Renzetti) hanno svolto un’attività educativa nell’ambito di incontri periodici nelle scuole. Gli insegnanti, con esercitazioni pratiche e video-tutorial, sono stati preparati a gestire gli attacchi epilettici e a somministrare correttamente, quando è necessario, i farmaci per interrompere la crisi.

Nel corso di questi anni del progetto sono state centinaia le crisi registrate nelle scuole aderenti, e a seguito della formazione viene riportato che gli attacchi epilettici in classe sono stati gestiti in maniera appropriata, le chiamate al 112 sono nettamente diminuite e il numero di accessi impropri al Pronto Soccorso è stato pressoché azzerato.

“Il progetto nelle scuole è stato concepito per offrire un sostegno mirato agli studenti affetti da epilessia coinvolgendo attivamente il personale infermieristico specializzato coordinato dal dott. Tommaso Renzetti. Fin dalle prime edizioni, l’iniziativa ha ottenuto risultati al di sopra delle aspettative, contribuendo a creare un ambiente sicuro e inclusivo per i bambini e i ragazzi con questa patologia”, ha affermato Nicola Specchio, responsabile di Neurologia dell’Epilessia e Disturbi del Movimento del Bambino Gesù, e concluso: “I feedback positivi provenienti sia dai genitori che dalle scuole stesse confermano il ruolo del progetto nel migliorare la qualità della vita degli studenti e ci spingono a proseguire con il massimo impegno per coinvolgere un numero sempre maggiore di Istituti”.

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