Contrastare la sedentarietà digitale tramite un uso consapevole dello smartphone e delle tecnologie in generale. Favorire l’accesso allo sport anche ai giovani con malattie croniche. Sviluppare progetti su sport adattato, diabete, obesità, cardiologia. Promuovere studi e nuove evidenze scientifiche sul valore dell’attività fisica nella prevenzione e nella cura.

Sono questi alcuni degli obiettivi e finalità dell’accordo triennale siglato nelle scorse settimane tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Sport e Salute, la società di Stato per lo sviluppo dello sport e dei corretti stili di vita. La firma dà il via al progetto nazionale “Alleanza Sport e Salute” e apre la strada, per la prima volta, alla definizione di un’unica strategia coordinata fra il mondo clinico, sportivo, l’educazione e la comunicazione pubblica per incentivare lo sport fin dalla primissima infanzia, sottolineandone il valore “terapeutico”.

Spazio alla ricerca clinica

Lo sviluppo di nuovi studi clinici ed epidemiologici è uno dei principali obiettivi dell’“alleanza”. Si tratta di (ri)validare su base scientifica, o comunque approfondire, gli effetti dell’esercizio fisico sulla salute cardiovascolare, sul benessere psicologico, sulla qualità della vita dei giovani, sani e con disabilità in particolare, e sul controllo glicemico nei bambini con diabete di tipo 1.

Progetti che, per la loro realizzazione, uniranno il lavoro di più expertise: cardiologia pediatrica, neuropsichiatria infantile, diabetologia e riabilitazione al fine di tradurre la scienza in protocolli operativi e percorsi reali. I dati raccolti potranno favorire la creazione di linee guida e programmi sportivi “su misura”, capaci di dialogare con terapie, monitoraggi clinici e necessità dei singoli.

Il valore terapeutico dello sport

L’intento è dunque quello di ribadire in maniera robusta il valore e il ruolo dello sport sia in ottica di prevenzione sia di cura. È noto, infatti, che l’attività fisica, quando è ben strutturata e calibrata, produce sensibili benefici “quantificabili”: potenzia la capacità cardiorespiratoria, sostiene l’equilibrio metabolico, aiuta il controllo del peso e riduce il rischio di complicanze legate a obesità e sedentarietà. Nei bambini e negli adolescenti con diabete di tipo 1, per esempio, l’esercizio regolare, integrato con l’educazione terapeutica, contribuisce alla gestione del controllo glicemico e alla percezione del proprio corpo, potenziando autonomia e aderenza alle cure.

Sul piano psicologico, la pratica sportiva promuove autostima, competenze sociali e gestione dello stress, tutti aspetti cruciali in età evolutiva e nelle esperienze di cronicità. Infine, lo sport offre un contesto “analogico”, che aiuta a riequilibrare tempi di schermo e attenzione, promuovendo un uso più consapevole dello smartphone: non una rinuncia alla tecnologia, ma la capacità di integrarla in una routine sana.

Questo approccio basato sull’evidenza scientifica è cruciale per integrare in modo definitivo l’esercizio fisico nei percorsi di cura e prevenzione, trasformando la prescrizione di attività motoria come “diversivo” o integrazione in un atto terapeutico conclamato. Ciò consentirà anche l’ideazione di percorsi personalizzati e rigorosamente sicuri per ogni ragazzo, con vantaggi sia per il sistema sanitario sia per il mondo atletico. Se i dati di ricerca confermeranno l’impatto atteso su cuore, mente e metabolismo, il modello potrà diventare una buona pratica nazionale, con ricadute concrete sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del sistema sanitario.

Inclusione come pratica quotidiana

Sport adattato e riabilitazione avanzata sono finalità che rappresentano un obiettivo molto importante del progetto. Lo sport adattato non va inteso come un mero contenitore “di movimento”, ma come un insieme di discipline, strumenti e metodologie capaci di rendere l’attività fisica accessibile, sicura e motivante per chi convive con disabilità o patologie croniche. Favorendo, a cascata, anche l’inclusione in un contesto scolastico, sociale, abitativo e famigliare.

L’accordo tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Sport e Salute punta a potenziare la dimensione e il ruolo dello sport adattato, integrandolo con la riabilitazione avanzata, che prevede un’escalation di opportunità, dalla valutazione funzionale ai programmi di rinforzo, fino ai percorsi di return to play in contesti post- chirurgici, ad esempio, o di terapie impegnative.

L’inclusione, anche in questo caso, diventa un fattore chiave nella pratica quotidiana, fatto salvo che vengano seguite, controllate e sviluppate da équipe multiprofessionali e da istruttori formati sui risvolti sanitari, relazionali e pedagogici.

Importanza dell’(in)formazione

Protocolli condivisi tra ospedali e società sportive, formazione capillare di tecnici e insegnanti, campagne di comunicazione che parlino un linguaggio vicino a famiglie e adolescenti. Grazie alla collaborazione con le Federazioni, l’“Alleanza Sport e Salute” potrà generare un effetto rebound moltiplicatore, anche in ambito di formazione. Linee guida unitarie, programmi di sport adattato diffusi, percorsi personalizzati per i giovani con malattie croniche e occasioni di movimento per tutti, a partire dalla scuola dell’infanzia, sono alcuni dei possibili sviluppi.

Tra le azioni previste dall’accordo vi è anche l’elaborazione di un piano nazionale di comunicazione dedicato alla diffusione della cultura della salute e dell’attività fisica sin dalla prima infanzia. L’organizzazione di eventi pubblici e percorsi educativi, con il coinvolgimento di educatori, insegnanti, tecnici e organismi sportivi, pediatri e famiglie, con una particolare attenzione all’approccio critico e consapevole alla tecnologia attraverso lo sport, sono alcune delle iniziative e opportunità che verranno messe in campo.

Un nuovo paradigma sportivo

L’accordo triennale, dunque, si configura come il manifesto di un nuovo modello di salute pubblica, dove il lavoro di squadra che unisce scienza, movimento e comunità è la chiave per costruire giovani generazioni più sane e consapevoli. La firma rappresenta un ulteriore impulso alla promozione della cultura del benessere e dell’attività fisica a tutte le età, supportato da partner qualificati e dall’alto valore scientifico e sociale, dalla condivisione di obiettivi e strategie per ottenere risultati capaci di incidere davvero nel futuro dell’intera società, non solo delle attuali e futuri giovani.

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