Una più definita conoscenza del reale rischio di neoplasie ematologiche indotto dall’esposizione a indagini radiologiche nei bambini e negli adolescenti potrebbe determinarne un più razionale utilizzo.
Un ampio studio (“Medical Imaging and Pediatric and Adolescent Hematologic Cancer Risk”) policentrico retrospettivo, pubblicato su The New England Journal of Medicine (n = 3.724.623) ha indagato l’associazione tra tumori ematologici ed esposizione cumulativa alle radiazioni rispetto a nessuna esposizione.
Lo studio
Durante 35.715.325 anni-persona di follow-up (media 10,1 anni per persona), sono stati diagnosticati 2.961 tumori ematologici (linfomi 79,3%, tumori mieloidi o leucemia acuta 15,5%; tumori a cellule istiocitiche o dendritiche 4,4%).
L’esposizione media per esami radiologici dell’intero gruppo è stata di 14,0±23,1 mGy, mentre è risultata di 24,5±36,4 mGy tra i bambini con tumore ematologico. Il rischio relativo di patologia oncologica aumentava con la dose cumulativa di radiazioni (rispetto a nessuna esposizione:1,41 per dosi da 1 a meno di 5 mGy, 1,82 per dosi da 15 a meno di 20 mGy e 3,59 per dosi da 50 a meno di 100 mGy).
La dose cumulativa di radiazioni al midollo osseo è stata associata a un rischio significativamente aumentato di tutti i tumori ematologici (per 100 mGy: 2,54; per 30 vs. 0 mGy: 1,76). L’eccesso di incidenza cumulativa di tumori ematologici entro i 21 anni di età tra i bambini esposti ad almeno 30 mGy (media, 57 mGy) era di 25,6 ogni 10.000.
È stato stimato che, in questa coorte, il 10,1% dei tumori ematologici potesse essere attribuibile all’esposizione alle radiazioni derivanti da indagini con esami di diagnostica per immagini a dose più elevata come la TC (13,7 mGy esposizione in seguito a una singola tomografia computerizzata della testa).
In sintesi, gli autori confermano su un grande numero di minori un’associazione tra l’esposizione alle radiazioni derivanti da imaging medico e un significativo aumento del rischio di neoplasie ematologiche nei bambini e negli adolescenti, suggerendo un loro attento uso e, quando possibile, di ricorrere ad altre metodologie di indagine.
Fonte:
- Smith-Bindman R et al. N Engl J Med 2025; DOI: 10.1056/NEJMoa2502098


