Esistono zuccheri davvero buoni e sani, come quelli contenuti nel latte materno. Le ultime evidenze scientifiche, in particolare una ricerca condotta dalla DTU (Technichal University of Denmark) e dal Rigshospitalet di Copenhagen (“Dual human milk oligosaccharide-fibre utilisation is a selection cue for the weaning gut microbiome“), pubblicata su Nature Communications, suggeriscono che questo zucchero così naturale possa contribuire a modellare il microbiota intestinale del neonato durante lo svezzamento o a favorire la transizione dal latte materno agli alimenti solidi.
Cosa è stato scoperto
La ricerca danese ha fornito diverse nuove informazioni. Tra queste, che il latte materno agisce sul microbiota intestinale, plasmandolo e modificandolo, per un periodo più lungo di quanto si pensasse in precedenza. Inoltre, alcuni zuccheri specifici presenti nel latte materno, non digeribili dal neonato, gli oligosaccaridi del latte umano (HMO), influenzano la proliferazione dei batteri nell’intestino durante la transizione agli alimenti solidi e questa influenza persiste anche in età adulta.
Sebbene l’informazione riguardo agli HMO fosse in parte nota, mancava ancora un anello: la comprensione del loro meccanismo di azione. Lo studio ha infatti fornito alcuni strumenti e conoscenze un po’ più complete per definire l’apporto degli HMO nella selezione delle comunità batteriche associate a un microbiota intestinale sano in età adulta. Il meccanismo identificato, prima sconosciuto, sarebbe in grado di conferire a specifici batteri intestinali un vantaggio nella competizione per colonizzare l’intestino del neonato durante lo svezzamento, grazie alla loro capacità di metabolizzare sia gli HMO del latte materno sia le fibre degli alimenti di origine vegetale. Un dato che evidenzia come il periodo dello svezzamento possa rappresentare una finestra di sviluppo cruciale, durante la quale la combinazione di latte materno e alimenti solidi promuove la maturazione del microbiota intestinale fino a raggiungere la composizione simile a quella dell’adulto, mantenuta nel tempo.
Quest’informazione suggerisce anche una combinazione di dieta più sana, in cui l’allattamento al seno deve essere supportato da alimenti solidi per neonati durante lo svezzamento e nella fase di sviluppo del bambino. Tale regola e i dati dello studio danno ancora maggiore enfasi a quanto applicato nella pratica clinica quotidiana, ovvero la promozione della produzione di latte materno e dell’allattamento al seno in neonati e bambini piccoli, specie se ricoverati in un’unità di terapia intensiva neonatale per parto prematuro o malattia critica.
La conduzione dello studio: come si è arrivati a queste conclusioni
La maturazione del microbioma intestinale (GM) nelle prime fasi della vita segue successioni tassonomiche organizzate. Tuttavia, l’impatto della dieta di svezzamento su tali traiettorie rimane poco esplorato, aspetto su cui ha indagato questo studio applicando specifiche metodiche. Sono stati raccolti campioni fecali nelle fasi pre-svezzamento, di inizio svezzamento e di svezzamento avanzato da sette diadi madre-lattante appartenenti alla coorte Milkome, istituita per valutare il contributo degli oligosaccaridi del latte umano (HMO) alla maturazione del GM durante lo svezzamento.
A sorpresa è emerso che tutti i consorzi fecali dei lattanti in fase pre-svezzamento erano in grado di crescere utilizzando diverse fibre alimentari, un dato coerente con la prevalenza di geni per la degradazione delle fibre nei loro metagenomi. L’utilizzo sia di HMO sia di fibre alimentari si è dunque rivelata una caratteristica metabolica distintiva del GM durante lo svezzamento, supportata anche da dati metagenomici e dalla crescita dei consorzi fecali su HMO osservata in seguito al loro arricchimento su fibre. La crescita di un consorzio definito su substrati che mimano la dieta di svezzamento ha inoltre dimostrato che specifici ceppi di Clostridia attivano simultaneamente vie metaboliche per l’utilizzo di HMO e fibre, conferendo loro un vantaggio competitivo rispetto ai bifidobatteri specializzati nell’utilizzo esclusivo di HMO o fibre.
I dati di metagenomica, culturomica e i profili di utilizzo degli HMO relativi a 137 isolati di origine materna hanno confermato che la capacità di utilizzare gli HMO viene mantenuta nel GM dell’adulto. I risultati evidenziano come la duplice capacità di utilizzare HMO e fibre rappresenti un fattore di selezione finora sconosciuto per le specie chiave del GM adulto durante lo svezzamento; ciò delinea un plausibile meccanismo di maturazione del GM nelle prime fasi della vita ed estende l’importanza degli HMO anche alla fase di transizione dello svezzamento.
L’apporto dei batteri
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio le analisi condotte sui batteri. Queste si sono incentrate in particolare a osservare i cambiamenti degli stessi e dei loro geni durante lo svezzamento, permettendo così di rilevare la presenza di specifici batteri e delle loro attività. In parallelo, i ricercatori hanno coltivato i batteri in laboratorio in condizioni simili all’ambiente dell’intestino umano, arrivando a identificare una selezione di batteri capaci di metabolizzare sia gli HMO del latte materno siale fibre alimentari degli alimenti solidi.
La collaborazione tra le competenze tecnologiche e biologiche della DTU e gli ambienti clinici del TUH (Technical University Hospital of Greater Copenhagen) è stata fondamentale per poter mettere insieme e a confronto le informazioni sulle funzioni dei batteri nella relazione con lo sviluppo del microbiota intestinale nei bambini. Una visione unica, innovativa, presentata dallo studio, che evidenzia come le scelte alimentari precoci siano potenzialmente in grado di influenzare la salute in età adulta.
Le opportunità future
Questa ricerca potrebbe aprire la strada a nuove soluzioni nutrizionali, ad esempio lo sviluppo di soluzioni dedicate ai neonati e interventi mirati a supporto della formazione di una sana comunità batterica intestinale. I risultati suggeriscono inoltre che il periodo dello svezzamento potrebbe essere un momento cruciale per attivare le misure preventive contro le malattie che si manifestano in età adulta, associate a disturbi del microbiota intestinale.
Fonte
- So Y, Pickler MJ, Søndergaard Kappel S et al. Dual human milk oligosaccharide-fibre utilisation is a selection cue for the weaning gut microbiome. Nature Communications, 2026, 17, Article number 6921 DOI: 10.1038/s41467-026-73297-5.


