Crisi climatica e malnutrizione infantile sono fenomeni sempre più strettamente interconnessi. A richiamare l’attenzione sul problema è UNICEF, in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione, che ricorre il 16 ottobre 2026, sottolineando le possibili conseguenze dei cambiamenti climatici sullo stato nutrizionale e sulla salute dei bambini.

Secondo un recente rapporto dell’organizzazione, infatti, entro il 2050 i cambiamenti climatici potrebbero determinare, a livello globale, ulteriori 28 milioni di bambini colpiti da malnutrizione e 40 milioni con ritardo della crescita. L’aumento delle emissioni di gas serra e il conseguente riscaldamento globale sono infatti destinati a influenzare profondamente i diversi fattori che concorrono alla nutrizione infantile.

Le conseguenze potrebbero riguardare anche la disponibilità e la qualità dell’alimentazione. Secondo le stime riportate da UNICEF, entro il 2050 il numero di bambini interessati da carenze di micronutrienti e proteine potrebbe aumentare di centinaia di milioni, con effetti che coinvolgerebbero tutte le fasce d’età, compresi bambini in età scolare e adolescenti.

Il cambiamento climatico potrebbe inoltre incidere sull’altro versante della malnutrizione, quello dell’eccesso ponderale. Le previsioni indicano infatti un possibile incremento dell’obesità infantile superiore a quello attribuibile ai soli fattori non climatici. Tra i meccanismi indicati vi sono la riduzione dell’attività fisica durante i periodi di caldo estremo e una maggiore dipendenza, nelle abitudini alimentari, dagli alimenti ultra-trasformati.

Un rischio ulteriore nei contesti più fragili

A rendere il quadro ancora più complesso è l’El Niño previsto per il 2026-2027, fenomeno climatico ricorrente caratterizzato dal riscaldamento di alcune aree dell’Oceano Pacifico e in grado di modificare i sistemi meteorologici su scala globale. Secondo le stime riportate nel comunicato, potrebbe diventare uno dei fenomeni di El Niño più intensi mai registrati.

Le conseguenze destano particolare preoccupazione per i bambini che vivono nei Paesi già segnati da crisi e conflitti, come Afghanistan e Ciad. In questi contesti, El Niño può rappresentare una minaccia diretta alla sopravvivenza, aggravando fame e malnutrizione in popolazioni pediatriche già rese estremamente vulnerabili da conflitti, sfollamenti e difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

Credits foto: © UNICEF/UNI846333/Prasad Ngakhusi

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