Gli interferenti endocrini (EDC) potrebbero favorire l’insorgenza di un’eccessiva adiposità. Sono le evidenze di un poderoso lavoro multicentrico, pubblicato su Environment International. Lo studio (“Prenatal and childhood exposure to mixtures of endocrine-disrupting chemicals in association with measures of adiposity in childhood and adolescence“) ha preso in esame 1.301 coppie madre-figlio (progetto Human Early Life Exposome: HELIX), valutando le esposizioni prenatali e infantili a 45 EDC.

I risultati in sintesi

  • L’esposizione prenatale a miscele di metalli e pesticidi organoclorurati è risultata associata a punteggi z-score del BMI più elevati in età prepubere (6-11 anni) e in adolescenza (12-18 anni) e a una maggiore probabilità di sovrappeso del 47-48%.
  • L’esposizione prenatale ai PFAS è risultata associata a una maggiore percentuale di grasso corporeo in entrambi i periodi.
  • L’esposizione infantile a fenoli e ftalati ad alto peso molecolare è risultata associata a un BMI più elevato in adolescenza.
  • L’esposizione infantile ai metalli è risultata associata a una maggiore percentuale di grasso corporeo e a una maggiore probabilità di sovrappeso.
  • Un profilo proteico infiammatorio-metabolico ha mediato circa il 30% dell’associazione tra esposizione prenatale ai metalli e BMI in adolescenza.

In conclusione

Gli autori concludono che l’esposizione precoce a miscele di EDC può riprogrammare i percorsi metabolici e infiammatori, predisponendo i minori all’obesità. Questi risultati sottolineano l’urgente necessità di politiche che prevengano l’esposizione agli EDC durante i periodi critici dello sviluppo a partire dall’età prenatale.

Fonte

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