L’aumento globale dell’obesità nei bambini e negli adolescenti ha contribuito alla crescente prevalenza della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD). La MASLD aumenta significativamente il rischio di diabete di tipo 2 (T2D) a esordio giovanile, in particolare nei minori obesi.

Uno studio (“Interplay of childhood metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease and obesity in the development of youth-onset type 2 diabetes“) pubblicato sul World Journal of Clinical Pediatrics ha esaminato epidemiologia, meccanismi fisiopatologici e strategie di gestione della MASLD pediatrica, esplorandone l’interazione con l’obesità e il T2D a esordio giovanile. Sono stati selezionati articoli peer-reviewed (PubMed, Scopus, Google Scholar, anni 2015-2025).

Attualmente, la MASLD colpisce circa il 13% dei bambini a livello mondiale e fino al 47% di quelli obesi, con la prevalenza più alta nelle aree urbane di Stati Uniti, Cina e India. Un ulteriore studio (“Global and regional prevalence, burden, and risk factors for MASLD in children and adolescents aged 5 to 24 years: a systematic review, meta-analysis, and modeling study“), pubblicato su BMC Medicine, ha riportato che l’Asia ha registrato il maggior numero di casi nel 2000 (63,8 milioni) e nel 2020 (160,9 milioni) e ha prospettato che l’Africa supererà l’Asia per numero totale di casi a partire dal 2040, suggerendo che le popolazioni a minor tenore socioeconomico sono quelle a maggior rischio, come documentato anche in indagini italiane.

La prevalenza di MASLD nei minori, dunque, continua ad aumentare parallelamente all’epidemia di obesità. Nei bambini e negli adolescenti, l’eccesso di adiposità è il principale fattore che contribuisce alla steatosi epatica e alla disfunzione metabolica, in particolare quando la massa corporea supera i parametri di crescita standard per età e sesso.

MASLD e diabete di tipo 2

La MASLD aumenta il rischio di diabete di tipo 2 in adolescenza di circa 2,7 volte. I principali meccanismi fisiopatologici includono l’insulino-resistenza epatica, la disfunzione mitocondriale e l’infiammazione cronica, causate da metaboliti lipotossici come le ceramidi e le citochine pro-infiammatorie. Approcci standard basati su modifiche dello stile di vita, in particolare diete a basso contenuto di zuccheri semplici e aumento dell’attività fisica, hanno dimostrato solo una moderata efficacia.

Gli interventi farmacologici, inclusi gli agonisti del GLP-1, come liraglutide e semaglutide, mostrano un migliore potenziale positivo sulla riduzione del peso e sul controllo glicemico, sebbene i loro effetti sull’istologia epatica e sui possibili effetti collaterali non siano ancora chiari. Un recente editoriale (“GLP-1 Receptor Agonists and Eating Disorders — Cause for Concern“) pubblicato sul The New England Journal of Medicine, per esempio, prospetta che l’uso di questi farmaci potrebbe portare a un incremento di nuove diagnosi di disturbi alimentari restrittivi, tra cui l’anoressia nervosa.

In conclusione

Gli autori concludono che sono necessari investimenti innovativi nella prevenzione dell’obesità per ridurre l’impatto dei MASLD sulla salute durante e dopo l’infanzia e l’adolescenza. La ricerca futura dovrebbe dare priorità alla validazione di strumenti diagnostici non invasivi, allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici e alla riduzione delle disparità socioeconomiche nell’incidenza della malattia e negli esiti del trattamento. Una problematica su cui si deve mantenere alta l’attenzione nella pratica professionale quotidiana anche perché, in prospettiva, rischia di mandare al collasso i sistemi sanitari.

Fonti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here