Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’infezione umana da virus Zika rappresenta un’emergenza di sanità pubblica di livello internazionale.

Si tratta di un flavivirus trasmesso principalmente attraverso le punture di zanzara, ma anche per via sessuale, che ha la capacità di causare gravi malformazioni congenite e in particolare disturbi neurologici.

I risultati di una review

Una recente revisione narrativa (Maternal-fetal transmission of Zika virus and long-term neurodevelopmental outcomes in children: a narrative review) ha selezionato 21 studi, i quali confermano che le cellule deciduali umane facilitano la trasmissione del virus Zika, infettando il feto principalmente durante il primo trimestre.

La sindrome congenita da Zika è risultata caratterizzata da anomalie oculari e articolari, atrofia cerebrale e microcefalia. I bambini nati senza microcefalia hanno mostrato un ritardo neuro-cognitivo, motorio e linguistico. Altre manifestazioni neurologiche includono la sindrome di Guillain-Barré, l’encefalite e forme convulsive.

La casistica in Italia nel 2026

Non esistendo al momento, né vaccini né terapie preventive, l’unico modo per prevenire l’infezione è evitare di essere punti dalla zanzara vettore. In Italia, dal 1 gennaio al 30 giugno 2026 risultano 3 casi di Zika virus (tutti associati a viaggi all’estero). I viaggiatori in un Paese in cui il virus è presente (Africa, Americhe, Asia, Pacifico) dovrebbero quindi adottare misure di protezione, coprendo la pelle esposta.

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